##Brexit, clima positivo a Bruxelles, si negozia il week-end -4-

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Bruxelles, 11 ott. (askanews) - Il primo è quello dei controlli doganali per i prodotti che entrano in Irlanda nel Nord (e dunque in tutta l'Isola e nel mercato unico Ue), che non possono essere affidati al dispositivo disordinato, poco convincente e mai testato proposto da Johnson. Qui ritornerebbe l'ipotesi di lasciare l'Irlanda del Nord nell'Unione doganale con l'Ue, ma senza che questo valga anche per la Gran Bretagna (come prevede l'attuale versione del Backstop). Resta comunque da risolvere una questione: puó l'Irlanda del Nord far parte allo stesso tempo anche dell'Unione doganale del Regno Unito?

Il secondo è il "consent", in pratica un diritto di veto, inaccettabile per l'Ue, che il premier britannico propone di concedere all'Assemblea nordirlandese di Stormont sul dispositivo che sostituirebbe il Backstop. Johnson prevede che l'Assemblea di Stormont possa bloccare il dispositivo fin dall'inizio, prima ancora che parta, e poi tornare a votare ogni quattro anni se mantenerlo o no. La domanda senza risposta è: che succede se il dispositivo è bocciato? Non c'è, nella proposta di Johnson, alcuna rete di sicurezza, alcuna alternativa, alcun piano B. Qui la soluzione potrebbe essere quella di prevedere un doppio "consent", non solo all'Assemblea Nord irlandese di Stormont ma anche al Parlamento irlandese di Dublino: solo in caso di doppio "opt out" il dispositivo alternativo al "Backstop" verrebbe abolito, con un'assunzione di responsabilità comune da parte di tutti gli irlandesi per le conseguenze possibili. (Segue)