Brexit, continua negoziato verso possibile accordo: gli... -4-

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Bruxelles, 16 ott. (askanews) - Il secondo nodo è quello della procedura del "consent", proposta da Johnson, che darebbe all'Assemblea del Nord Irlanda di Stormont la possibilità di esprimersi da subito, per approvare o bocciare il dispositivo, e di tornare a votare ogni quattro anni. L'Ue non può accettare questo diritto di veto concesso sostanzialmente alla maggioranza unionista dell'Ulster, e solo a loro, e insiste perché il "consent" sia concesso invece a entrambe le comunità del Nord Irlanda.

Il terzo nodo da sciogliere è quello del "level playing field". Non riguarda il sistema dei controlli doganali, ma la "Dichiarazione politica" allegata all'Accordo di recesso, che prefigura rapporti futuri dopo la Brexit basati su una cooperazione stretta in diversi settori.

Johnson intendeva modificare profondamente questa impostazione, e basare le relazioni future su un trattato di libero scambio che lasci la più totale libertà a Londra, e sopprimere perciò tutti i riferimenti al "level playing field", cioè a regole del gioco compatibili, se non equivalenti, da applicare nell'Ue e nel Regno Unito in materia fiscale, di aiuti di Stato, di diritti sociali, ambientali, e dei consumatori.

Perché si arrivi a un compromesso, il governo britannico dovrà adottare su questo una posizione più accomodante. Come ha spiegato Barnier nei giorni scorsi, l'Ue non potrà accettare una "una competizione normativa che comporta per noi rischi di dumping fiscale, sociale, ambientale".