Brexit, sì anche dai Lord alla legge anti 'no deal'

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Anche la Camera dei Lord dà il via libera alla legge anti 'no deal', approvata mercoledì in prima lettura alla Camera dei Comuni. La svolta è avvenuta nella notte, dopo una lunga seduta nella quale all'inizio si è pensato che i pari pro Brexit avrebbero messo in atto una manovra ostruzionistica per impedire che la legge completasse il suo iter, prima della chiusura del Parlamento la prossima settimana, imposta dal premier Boris Johnson.  

Dopo un incontro con l'opposizione laburista, il capogruppo conservatore Lord Ashton ha annunciato che tutti i passaggi della legge saranno completati nella Camera dei pari entro le 17 di venerdì. Gli eventuali emendamenti verranno esaminati lunedì dalla Camera dei Comuni e nello stesso giorno l'iter della legge sarà completato, per sottoporre il provvedimento al 'Royal Assent', il consenso della sovrana.  

La legge, presentata dal laburista Hilary Benn e sostenuta dalle opposizioni e da una ventina di deputati conservatori ribelli, prevede che il premier Johnson abbia tempo fino al 19 ottobre per fare approvare dal Parlamento un accordo con l'Unione europea, oppure una Brexit senza accordo. Superata questa scadenza, il premier sarebbe obbligato a chiedere a Bruxelles un rinvio della Brexit al 31 gennaio 2020.  

Alla pesante sconfitta parlamentare, Johnson ha risposto con la richiesta di elezioni anticipate, nell'estremo tentativo di impedire al Parlamento il varo della legge anti no deal. La mozione del governo è stata bocciata, non avendo la maggioranza dei due terzi, necessaria per l'approvazione. Il leader laburista Jeremy Corbyn ha ribadito che il suo partito appoggerà la richiesta di un voto anticipato, solamente dopo l'approvazione definitiva della legge anti no deal.