Brexit, Johnson scrive a Tusk: "Via il backstop dall'accordo"

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Il backstop è "anti democratico ed in contrasto con la sovranità del Regno Unito" perché potrebbe mantenerle Londra a tempo indeterminato in un'unione doganale senza avere la possibilità di uscirne. E' quanto si legge nella lettera che Boris Johnson ha inviato al presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, per chiedere che venga rimossa la clausola di salvaguardia che dovrebbe garantire il mantenimento del confine irlandese aperto anche dopo il periodo di transizione post Brexit.  

Il premier britannico, che oggi ha pubblicato il testo della lettera di 4 pagine, ha affermato che se la misura sarà tolta l'accordo per la Brexit potrà essere approvato al Parlamento scongiurando il rischio di 'no deal'.  

Johnson, che quindi si presenta nella lettera disposto a negoziare con Bruxelles se questa accetta l'abolizione del backstop, cosa più volte negata, propone come alternativa degli accordi doganali per il confine irlandese da varare entro i due anni di transizione post Brexit.  

Bruxelles non ha ancora replicato ufficialmente, ma fonti europee hanno di nuovo escluso, parlando con il Guardian, di poter rinegoziare l'accordo per la Brexit, backstop compreso.  

"C'è stato un processo di negoziati di due anni e mezzo, durante il quale la Ue ha accettato compromessi, anche rispetto alla questione del backstop" hanno detto le fonti del quotidiano britannico. "L'accordo per l'uscita dalla Ue non è aperto ad una rinegoziazione né il backstop a cambiamenti" concludono ricordando che la clausola "rimane centrale nell'accordo per la Brexit per i 27 della Ue".