Brexit, Boris Johnson usa la “soluzione nucleare”: coinvolta la Regina

Boris Johnson brexit

Boris Johnson sembra essere sempre più intenzionato ad uscire dall’UE anche senza accordo. Con una decisione che è stata definita già un “oltraggio alla Costituzione”, il neo primo ministro britannico adotta per la Brexit la cosiddetta “soluzione nucleare”, chiedendo alla Regina Elisabetta il permesso di sospendere il Parlamento per cinque settimane a partire dall’inizio di settembre.

Boris Johnson, tattica pre Brexit

I deputati torneranno quindi a sedere a Westminster il 14 ottobre 2019, giorno in cui ci sarà un nuovo discorso della Regina, come ha annunciato lo stesso Boris Johnson. La mossa del premier produrrà come effetto quello di ridurre drasticamente il tempo necessario ai parlamentari per introdurre misure volte a prevenire una Brexit no deal.

Johnson, in un’intervista a Sky News, respinge al mittente tale accusa assicurando che il Parlamento avrà l’opportunità di discutere sia del programma generale del governo che dell’approccio alla Brexit prima del Consiglio europeo del 17 ottobre, e di votare al riguardo il 21 e 22 ottobre una volta che la Gran Bretagna avrà appreso le decisioni di Bruxelles.

“Se dovessi riuscire a concordare un accordo sulla Brexit con l’UE, il Parlamento avrà quindi l’opportunità di approvare il disegno di legge necessario per la ratifica dell’accordo prima del 31 ottobre”, ha sottolineato ancora il premier inglese.

Opposizione all’attacco: “Golpe costituzionale”

Anche se il Presidente del Partito conservatore James Cleverly ha precisato su Twitter che la pianificazione del discorso della Regina (e quindi la sospensione dei lavori del Parlamento) è qualcosa che “tutti i nuovi governi fanno”, lo speaker della Camera dei Comuni John Bercow ha invece parlato di “oltraggio alla Costituzione”.

Le opposizioni si stanno quindi organizzando per costituire in questo periodo un Parlamento alternativo.