Brexit, la Camera dei Comuni toglie il controllo a Theresa May

Brexit, Theresa May "Potremmo non uscire dall'Unione Europea"

La Brexit continua a essere indigesta per Theresa May. Alla Camera dei Comuni la premier inglese ha dovuto incassare una pesante sconfitta con l’approvazione dell’emendamento sostenuto dai Tory dissidenti Oliver Letwin e Dominic Grieve e dal laburista Hilary Benn (ha ottenuto il via libera grazie a 329 sì contro 302 no). In sostanza nelle prossime sedute ad avere la precedenza nella discussione (e nelle votazioni) sull’uscita del Regno Unito dall’Unione europea saranno le proposte di piani B promosse in e dal Parlamento e non l’eventuale terzo tentativo di ratifica dell’accordo siglato dalla stessa May. Lo riferisce l’Ansa.

“Pericoloso precedente”

Il primo ministro ha sottolineato che si tratta di un “pericoloso precedente parlamentare”. In Gran Bretagna solitamente è infatti il governo a stabilire quali provvedimenti devono essere votati. In questo modo la Camera dei Comuni prende invece il ‘controllo’ sulla Brexit anche se, ricorda La Repubblica, i voti sugli emendamenti non potranno essere legalmente vincolanti in quanto non li ha portati avanti l’esecutivo. “Non assicuro di tenerne conto se questi andranno contro il risultato del referendum del 2016” ha sottolineato la May. La 62enne deve registrare intanto le dimissioni di tre sottosegretari che hanno appoggiato l’emendamento Letwin (sono Richard Harrington, sottosegretario alle Attività Produttive, Alistair Bury, sottosegretario agli Esteri, e Steve Brine, sottosegretario alla Sanità).

“C’è un lavoro da fare”

Nonostante le evidenti difficoltà Theresa May comunque insiste e rimane ferma sulle proprie idee. “La posizione del governo è che bisogna attuare il risultato del primo referendum. C’è un lavoro da fare e intendo continuare a svolgerlo“, l’avvertimento a dispetto della manifestazione dello scorso sabato a Londra (un milione di persone in piazza contro la Brexit) secondo quanto riporta ancora l’Ansa.