Brexit, Macron: "su pesca palla in campo Gb, se non arriva risposta arriveranno ritorsioni"

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"Non voglio un escalation ma bisogna essere seri. Sono dieci mesi che parliamo. Delle licenze sono state date ai nostri pescatori molte altre no. Ora la palla è nel campo del Regno Unito, se i britannici non fanno alcun movimento le misure di ritorsioni che sono state annunciate a partire dal 2 novembre dovranno entrare in vigore". Ad affermarlo è il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron nel corso della conferenza stampa al termine del G20 in merito al contenzioso in corso con il Regno Unito e dopo l'incontro con il premier britannico, Boris Johnson.

La questione tra la Francia e il Regno Unito legata alla pesca e al protocollo nord irlandese, sottolinea Macron, "non è una questione bilaterale". "La Francia ha una grande storia con il Regno Unito e vogliamo cooperare e fare cose insieme. Il Regno Unito è un paese che amo e penso che Johnson ami la Francia. Il Regno Unito ha deciso di uscire dall'Ue dopo quattro anni di negoziazione siamo arrivati ad un accordo per la Brexit: dopo dieci mesi dalla stesura di questo accordo alcuni punti non sono stati rispettati e non potevamo non dirlo. E' una questione di fiducia e di credibilità". Il tema della pesca, aggiunge, "può sembra tecnico o minore ma si parla della vita di persone che dipendono del loro lavoro. Bisogna seri".

Ai britannici, ribadisce Macron, "abbiamo consegnato delle proposte. Se i britannici continueranno ad agire come se non volessero attuare un accordo che è stato firmato mi rammaricherei ma non possiamo non difendere i nostri pescatori".

Sul protocollo nord irlandese, aggiunge Macron, "il premier Johnson mi ha detto delle sue difficoltà ad applicare un accordo che aveva lui stesso firmato. Rispetto questa sua situazione e quando si parla di questo dossier parliamo di un tema complicato. Ho proposto al premier di fare una proposta da sottoporre come emendamento per potere avanzare su questo dossier".

Questi dossier, comunque, non sono questioni bilaterali tra la Francia e il Regno Unito ma sono questioni europei, precisa Macron. "Nei rapporti con il Regno Unito ci sono anche questioni bilaterali come i rapporti militari, il fatto che siamo alleati nella Nato. In questo quadro per quanto riguarda il Patto Aukus il Regno Unito ha manifestato un comportamento che non era proprio quello di un alleato e di un alleato di fiducia. L'ho fatto presente oggi Johnson che lo ha riconosciuto e credo che era difficile non riconoscerlo". Con il Regno Unito, poi, aggiunge Macron, "ci sono le questioni migratorie: siamo tutti confrontati a fenomeni estremamente preoccupanti e abbiamo tutti dei doveri di solidarietà e di umanità. Su questi temi ci sono state delle tensioni nel dibattito britannico che si sono concretizzate con delle scelte che non possiamo accettare: ci sono stati dei respingimenti in alto mare che non corrispondono alle regole di soccorso internazionali". In conclusione la discussione con Johnson "è stata franca, pacifica, esigente perché degli accordi sono stati firmati e devono essere rispettati ma penso che dobbiamo andare avanti".

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