Brexit, Michel e von der Leyen firmano accordo con Gb

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La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel hanno firmato, per conto dell'Ue, l'accordo di commercio e cooperazione con il Regno Unito, che ora verrà portato Oltremanica per essere firmato dal primo ministro britannico Boris Johnson, prima di entrare in vigore in via provvisoria dal primo gennaio 2021.

La firma è avvenuta a Bruxelles, nell'Europa Building, sede del Consiglio. Il capo negoziatore Michel Barnier, che ha portato a termine la sua missione, ringrazia via social network "tutti i team della Commissione, del Parlamento, della Task Force britannica e del Consiglio per il loro impegno e la loro fiducia nel corso dei quattro anni di negoziati", prima per l'accordo di ritiro e poi per l'intesa sulla relazione futura, chiusa in meno di un anno.

Per il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel si tratta di un accordo "equo ed equilibrato, che protegge appieno gli interessi fondamentali dell'Ue e crea stabilità e prevedibilità, a beneficio dei cittadini e delle imprese". L'accordo verrà esaminato dal Parlamento Europeo e dal Consiglio, prima di poter essere ratificato dall'Unione Europea. Per von der Leyen, "la strada è stata lunga. Ora è tempo di lasciarci Brexit alle spalle. Il nostro futuro si fa in Europa".

Il Parlamento Europeo ha intenzione di votare l'accordo nella sessione plenaria di marzo, il che comporterà un lieve prolungamento del periodo di applicazione provvisoria, che scade il 28 febbraio 2021. La questione della proroga del periodo di transizione deve essere affrontata congiuntamente da Regno Unito e Ue nel Partnership Council, l'organismo bilaterale, che sarà copresieduto da un membro della Commissione e da un ministro britannico, che gestirà l'accordo e dirimerà le controversie che potranno nascere in sede di applicazione. Il Consiglio si aspetta che la Commissione chieda nel Council l'estensione del periodo di applicazione provvisoria, per consentire di completare le procedure interne dell'Ue (in particolare la revisione giuridico-linguistica dei testi, poiché le 1.246 pagine del trattato andranno tradotte nelle 24 lingue ufficiali dell'Ue).