Brexit, nuove regole anche per i musicisti

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L’industria musicale non sfugge agli effetti della Brexit. Come si legge sul sito gov.uk, infatti, a partire dal 2021 i musicisti al di fuori del Regno Unito dovranno richiedere un visto e pagare circa 244 sterline per potersi esibire nel paese. Gli artisti avranno bisogno di un visto 'Tier 5', ovvero per chi deve esercitare un lavoro temporaneo in campo artistico o sportivo il che comprende spettacoli, audizioni, seminari, presenze a festival, conferenze ed eventi. La nuova regolamentazione entrerà in vigore a gennaio 2021, dopo la fine del periodo di transizione per la Brexit a dicembre 2020. 

Inoltre, in un riassetto post-Brexit delle attuali norme, i creativi dell'UE e di paesi terzi che desiderano viaggiare nel Regno Unito dovranno dimostrare di avere circa 1.000 sterline presenti sul proprio conto 90 giorni prima della richiesta del visto. La somma è considerata la prova dell’auto-sufficienza dei soggetti in questione, a meno che non siano già stati "completamente approvati (" A-rated ")". In precedenza era invece consentito agli artisti e al loro staff di recarsi nel Regno Unito senza restrizioni e senza richiedere un permesso di lavoro o un visto. 

Criticando la decisione, Deborah Annetts, amministratore delegato della Incorporated Society of Musicians, ha dichiarato al settimanale The New European : "Siamo profondamente delusi dal fatto che la libera circolazione di musicisti e altri artisti dall'UE sia stata esclusa e chiediamo al governo del Regno Unito di riconsiderare la nostra richiesta per un visto biennale ad ingressi multipli. Come ha affermato l'ex ministro di Stato presso il Dipartimento per il digitale, la cultura, i media e lo sport Nigel Adams il mese scorso, 'i tour sono senza dubbio la linfa vitale del settore'".