Brexit, nuovo rinvio: Johnson invia a Tusk la richiesta di proroga

Brexit nuova proroga

Boris Johnson ha inviato al Presidente del Consiglio europeo Donald Tusk la richiesta di proroga dei termini concessi per un accordo sulla Brexit. A costringerlo è stato un emendamento votato alla camera da 322 membri.

Johnson chiede nuova proroga per la Brexit

É stato Oliver Letwin l’artefice del rinvio. Il conservatore pro Remain, espulso dal gruppo dopo aver rotto con la linea del Primo Ministro, ha presentato un emendamento che ha accolto il favore della maggioranza di Westminster. Questo prevedeva uno slittamento dell’approvazione dell’accordo raggiunto con l’Ue a quando si discuterà di tutta la legislazione connessa. Vale a dire di tutte le norme tecniche che disciplineranno l’uscita del Regno Unito dall’Unione.

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Johnson non ha quindi potuto far altro che chiedere all’Ue una nuova estensione dei termini, precedentemente fissati al 31 ottobre. Questo è quello che fu imposto dal Benn Act, precedentemente approvato dai suoi oppositori. La norma prevedeva appunto l’immediata richiesta di proroga se l’accordo non fosse stato approvato entro le 23 del 19 ottobre, ovvero ieri.

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Una mossa che il Premier non ha certo visto di buon occhio, definendo “non una soluzione” l’ennesimo rinvio. “L’Unione potrebbe non concedercelo o non decidere rapidamente“, ha spiegato, temendo quindi che la Brexit possa ritardare di parecchio. Moltissimi cittadini inglesi sperano invece che non si attui proprio. Diversi pro Remain sono infatti scesi in piazza per chiedere un secondo referendum, convinti che questa volta il Regno Unito voterà per rimanere nell’Unione.

Intanto da Bruxelles fanno sapere che Donald Tusk consulterà i 27 paesi per decidere sul da farsi, con la Francia che avrebbe addirittura evocato un possibile veto.

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