Brexit: per gli italiani è un errore, Gb resta un Paese vicino

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Roma, 24 set. (askanews) - All'avvicinarsi della data fissata al momento per la Brexit, con il rischio di un divorzio 'no deal' tra Londra e Bruxelles, gli italiani confermano la loro 'affinità' col Regno Unito, che resta una destinazione di viaggio, un Paese di interesse per svariati motivi e con cui voglion mantenere forti legami. Un Paese che non vorrebbero in realtà vedere fuori dall'Ue, perchè in sostanza la Brexit è stata una scelta "di pancia" e non "di testa": insomma, non una decisione logica. Questo il quadro che emerge da un nuovo studio Swg, realizzato per conto dell'ambasciata britannica a un anno di distanza da una prima indagine e presentata a Villa Wolkonsky oggi, alla vigilia del principale appuntamento nell'agenda bilaterale anglo-italiana, il XXVII Convegno di Pontignano.

Come lo scorso anno, 4 Italiani su 5 ritengono che un mancato accordo con l'UE alla fine dei negoziati sulla Brexit sarebbe dannoso. E, sulla scia di mesi convulsi per la politica britannica in vista dell'uscita dall'Unione, cresce il numero di quanti pensano che le conseguenze negative riguarderebbero soprattutto per il Regno Unito.

Gli Italiani e il Regno Unito

Sei italiani su 10 (57%) sono stati almeno una volta nel Regno Unito nel corso degli ultimi 5 anni. Di questi, la quasi totalità (93%) ci tornerebbe (+7% rispetto all'anno scorso), mentre l'80% di coloro che vi hanno trascorso almeno un anno parlano positivamente della propria esperienza (solo il 3% pensano il contrario).

Il Regno Unito è una destinazione a cui si guarda con interesse anche se non vi si è mai stati: tra quelli che non vi hanno mai messo piede, 3 su 4 dichiarano di volerci andare.

Oltre 1 italiano su 2 dichiara di avere almeno un parente, un amico o un conoscente che risiede attualmente nel Regno Unito. Tra questi, cresce del 7% la percentuale di quanti descrivono positiva la propria esperienza in Gran Bretagna, l'86%.

E proprio gli amici e parenti in Gb si confermano essere per oltre 1 italiano su 3 una fonte fondamentale di informazione e conoscenza sul Regno Unito.

Come gli italiani vedono il Regno Unito

Le prime associazioni mentali spontanee degli italiani rispetto al Regno Unito restano la monarchia e Londra, con la Brexit in crescita del 4% rispetto all'anno scorso, mentre multiculturalismo, nazionalismo e modernità si confermano le principali caratteristiche che definiscono meglio il Paese secondo gli intervistati.

Per quanto riguarda ciò che gli italiani apprezzano del Regno Unito, si distinguono ancora la musica (81%), la storia (80%), la cultura (79%), i paesaggi (76%), le opportunità di business (75%) e l'innovazione (75%).

Gli italiani e la Brexit

Rispetto all'anno scorso, un numero sensibilmente maggiore di italiani (57%, rispetto al 47% dello scorso anno) pensa che i cittadini britannici abbiano fatto una scelta sbagliata, motivata più dalla "pancia" (66%) che dalla "testa" (24%).

In generale e a prescindere dalle valutazioni sull'esito del referendum nel 2016, la maggior parte degli italiani continua ad affermare che il voto sulla Brexit non ha influenzato la loro propensione a recarsi nel Regno Unito per turismo (72%), studio (72%) o lavoro/affari (68%).

La relazione Gb-UE nel dopo-Brexit

Cresce, dal 58% al 62%, la percentuale di italiani che ritiene auspicabile il mantenimento di un legame stretto tra il Regno Unito e l'UE dopo la Brexit, ma questa proporzione aumenta ulteriormente, in alcuni casi considerevolmente, quando si parla di aspetti specifici della partnership.

Il 74% degli intervistati è favorevole al mantenimento di una stretta collaborazione UK-UE in materia di difesa e sicurezza, mentre il 75% (+6% dal 2018) si dice d'accordo con l'idea di un'area di libero scambio dopo l'uscita del Regno Unito dal Mercato Unico. Il 65% degli italiani (+3% dal 2018) concorda inoltre con il principio di una gestione controllata dei flussi migratori dei cittadini comunitari tra UE e Regno Unito.

Il No-deal

Come lo scorso anno, 4 Italiani su 5 ritengono che un mancato accordo tra Regno Unito e UE alla fine dei negoziati sulla Brexit sarebbe dannoso. Meno di un italiano su dieci (7%) ritiene il contrario.

Uno spostamento sensibile (+6% dal 2018) si registra tuttavia nel numero di quanti ritengono che i danni di un no-deal sarebbero equamente ripartiti tra Regno Unito e UE (43%), a fronte del 26% che paventa conseguenze negative soprattutto per il Regno Unito e l'11% che immagina peggiori conseguenze di questo scenario soprattutto per l'UE.

La relazione Gb-Italia nel dopo-Brexit

A stare a cuore agli italiani è soprattutto il mantenimento di una relazione speciale tra l'Italia e il Regno Unito, anche dopo la Brexit. Se è vero che 2 italiani su 3 (66%) dichiarano auspicabile garantire continuità a un legame stretto tra i due paesi, la percentuale di quanti ritengono importante il proseguimento della collaborazione anglo-italiana cresce significativamente in riferimento a settori specifici.

Tra questi, si ritiene strategico mantenere forte la collaborazione bilaterale in ambiti come la ricerca scientifica e l'innovazione (82%), gli scambi commerciali e gli investimenti (81%), l'arte e la cultura (78%) e il settore della lotta ai cambiamenti climatici, dello sviluppo sostenibile e dell'energia (77%).

Commentando i dati presentati oggi a Villa Wolkonsky da Rado Fonda, Direttore di Ricerca di SWG, l'Ambasciatore britannico in Italia Jill Morris ha dichiarato: "La partnership tra Regno Unito e Italia continua a crescere. Si conferma l'affinità speciale che lega gli italiani al Regno Unito. Rispetto a un anno fa, non solo aumenta il numero di chi apprezza la propria esperienza di viaggio, studio o lavoro oltremanica, ma cresce anche la proporzione di chi vuole tornarci. È poi certamente motivo di grande orgoglio che, tra quanti si trovano oltremanica in questo momento, un numero crescente rispetto allo scorso anno, e così alto in termini assoluti, l'86%, parli positivamente della propria attuale esperienza nel Regno Unito. Oltre ogni segnale positivo, mi piace sottolineare l'auspicio che gli italiani hanno espresso per il futuro, che la nostra collaborazione bilaterale continui ad essere forte, soprattutto in alcuni tra i settori più strategici per il nostro futuro: ricerca e innovazione, commercio e investimenti, cultura e arte, cambiamenti climatici e sviluppo sostenibile. Si tratta di aree in cui i nostri due governi sono impegnati a collaborare intensamente, come testimoniato dagli ultimi dati a disposizione e dalla partnership vincente tra Regno Unito e Italia in vista del summit della COP26 del prossimo anno."

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