Brexit, Rossini: futuro da immaginare insieme a 700mila connazionali

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Roma, 17 gen. (askanews) - "La Brexit è entrata a gamba tesa nella nostra idea di Europa e ancora non sappiamo quali scenari determinerà. Per questo è più che mai importante che l'Italia si ponga come promotrice di azioni di network tra i vari paesi, per valorizzare il contributo dei nostri giovani, delle famiglie, degli imprenditori e del mondo universitario in Gran Bretagna. Con 700mila italiani in UK, di cui 5mila accademici, la Brexit ci riguarda, incluso il dibattito in Scozia sull'indipendenza". Lo dichiara la deputata Emanuela Rossini (Gruppo misto, Minoranze linguistiche) - trentina, esperta in politiche culturali, formazione e partnership internazionali -, intervenuta al convegno dal titolo "Regionalism in Europe after Brexit. The Cases of Italy and Uk", organizzato a Londra dall'Italian Society al King's College di Londra.

"Il dibattito italiano sul regionalismo differenziato può portare in Europa un confronto sui nuovi modelli di interdipendenza tra diversi livelli di governo, da quello locale-nazionale alle partnership transnazionali che dobbiamo continuare a sviluppare", conclude Rossini.

Presente alla discussione anche il deputato scozzese Patrick Grady (Scottish National Party) che ha illustrato la situazione della Scozia dopo la Brexit. "La Scozia chiede con forza un nuovo referendum per l'indipendenza dal Regno Unito, noi crediamo nell'Europa e non possiamo immaginare un futuro fuori dall'Unione. Nel 2016 la Scozia ha votato contro l'indipendenza dall'Uk proprio per salvaguardare il legame con l'Unione Europea, oggi che ha vinto la Brexit dobbiamo ridare la parola ai cittadini perché la situazione si è rovesciata", ha spiegato Grady, rilanciando il tema caldo del suo partito, guidato dalla premier Nicola Sturgeon che nelle ultime elezioni ha guadagnato la maggioranza assoluta dei seggi scozzesi in Parlamento (48 parlamentari su 59), diventando il terzo partito della Gran Bretagna.

"Uscire dall'Unione Europea è un ritorno al passato che non ci piace. Ci interessa molto il modello delle autonomie, come quello del Trentino-Alto Adige, e il dibattito sul regionalismo differenziato in Italia: i nostri Paesi sono amici da sempre e vogliamo continuare a poter collaborare in modo ancora maggiore nei prossimi anni. Siamo un grande popolo, ma vogliamo essere in una grande Europa. La Scozia è pronta a ridefinire un nuovo futuro".