“Brian e Charles”, uno strano robot contro la solitudine

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Roma (askanews) – Brian è un inventore solitario che vive in una remota zona del Galles. Un giorno, con una vecchia lavatrice e un manichino, costruisce un robot alto due metri, Charles, che diventerà per lui un amico e un compagno di giochi. E’ molto divertente e a tratti commovente “Brian e Charles”, il film diretto da Jim Archer e interpretato da David Earl e Chris Hayward. Presentato in anteprima ai ragazzi del festival di Giffoni, arriverà nei cinema il 24 agosto.

Quell’adorabile robot, un po’ Pinocchio e un po’ Frankenstein, è l’antidoto contro la solitudine del protagonista, quasi un figlio, che attraversa tutte le fasi: dall’apprendimento alla scoperta del mondo, dal desiderio di indipendenza alla ribellione, fino a che il “papà” Brian non sarà pronto a lasciarlo andare.

David Earl già da anni aveva portato il personaggio di Brian in giro per i cabaret, e Charles, con la sua voce metallica, è nato quasi per caso. Il film è arrivato dopo un cortometraggio su quei due strani personaggi, ed è girato come un documentario che riprende, con semplicità, la simpatia del robot e la tenerezza del rapporto con il suo creatore.

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