Brigandì dovrà risarcire la Lega

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Il giudice di Milano ha condannato Matteo Brigandì, in passato legale del Carroccio e dell'ex leader Umberto Bossi, a 2 anni e 2 mesi più 6mila euro di multa. Stabilita anche una provvisionale di 1,8 milioni di euro a favore della Lega che si era costituita parte civile. Brigandì è imputato per patrocinio infedele e autoriciclaggio. Nella scorsa udienza il pm Paolo Filippini aveva chiesto la condanna a 2 anni e 3 mesi di carcere.  

Brigandì è imputato per patrocinio infedele perché "quale avvocato della Lega" si sarebbe reso "infedele ai suoi doveri professionali" omettendo "di denunciare il proprio conflitto di interessi", come evidenziato nel capo di imputazione. Un'accusa che riguarda nello specifico il decreto ingiuntivo chiesto e ottenuto da Brigandì dal tribunale di Pinerolo nei confronti del Carroccio per assicurarsi il pagamento di 1,9 milioni di euro come compenso per la sua attività professionale. E' anche accusato di autoriciclaggio perché inizialmente avrebbe investito quella somma "sottoscrivendo" una polizza vita e poi, in seguito a un "disinvestimento, trasferiva la somma di 1,67 milioni" su un conto corrente aperto in una banca in Tunisia.  

"Sono soddisfatto dalla sentenza, bisogna ora iniziare a comprendere l’ampiezza e la natura dei danni causati dalle condotte di infedeltà oggi accertate. Danni enormi. Ritengo irreversibili" ha commentato Domenico Aiello, difensore della Lega, incaricato dall’allora segretario Roberto Maroni.