Brigate Rosse: sette ex terroristi arrestati in Francia

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Sette ex terroristi rossi sono stati arrestati a Parigi. Si tratta - Secondo quanto apprende l'ANSA da fonti investigative francesi - di Enzo Calvitti, Giovanni Alimonti, Roberta Cappelli, Marina Petrella e Sergio Tornaghi, tutti delle Brigate Rosse; di Giorgio Pietrostefani di Lotta Continua e di Narciso Manenti dei Nuclei Armati contro il Potere territoriale. Luigi Bergamin, Maurizio Di Marzio e Raffaele Ventura sarebbero invece in fuga.

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VIDEO - Chi è Giorgio Pietrostefani

Gli ex terroristi sono in attesa di essere presentati al giudice per la comunicazione della richiesta di estradizione da parte dell'Italia.

Nel colloquio dell'8 aprile con il suo omologo francese Eric Dupond-Moretti, la ministra della Giustizia Marta Cartabia aveva chiesto espressamente che gli ex terroristi fossero assicurati alla giustizia prima che intervenisse una nuova prescrizione.

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La collaborazione fra Italia e Francia

Il dossier sugli ex terroristi arrestati in Francia, chiamato "Ombre rosse", ha visto impegnate congiuntamente le autorità d'Oltrape e l'Italia. L'operazione, secondo quanto si apprende da fonti italiane, è stata condotta dall'Antiterrorismo della polizia nazionale francese (Sdat) in collaborazione con il Servizio di cooperazione internazionale della Criminalpol e con l'Antiterrorismo della Polizia italiana e con l'esperto per la sicurezza della polizia italiana nella capitale francese.

VIDEO - Arrestati in Francia 7 ex terroristi italiani

Quanto devono ancora scontare i terroristi

Dei 7 fermati, quattro hanno una condanna all'ergastolo: Roberta Capelli, Marina Petrella, Sergio Tornaghi - tutti e tre ex appartenenti alle Brigate Rosse - e Narciso Manenti, dei nuclei armati contropotere territoriale. Per Giovanni Alimonti ed Enzo Calvitti, anche loro delle Br, la pena da scontare è rispettivamente 11 anni, 6 mesi e 9 giorni e 18 anni, 7 mesi e 25 giorni. Giorgio Pietrostefani, ex di Lotta Continua, deve scontare una pena di 14 anni, 2 mesi e 11 giorni.

LaPresse11-05-2012 MilanoCronacaQuattro volantini delle Brigate Rosse sono stati ritrovati questa mattina affissi a Legnano, nel milanese. Sui volantini non c'era alcuna rivendicazione o riferimento ai fatti di Genova, solo la scritta 'Brigate Rosse' e il simbolo della stella a cinque punte. Il primo volantino è stato trovato sulla targa esterna dell'Agenzia delle entrate in via Pisa 70, il secondo era affisso dall'Inps di via Podgora, mentre gli ultimi due sono stati trovati sui cancelli dell'azienda Franco Tosi, tra piazza Monumento all'angolo con via Cairoli.Nella foto: il volantino
(LaPresse)

Cartabia: "Decisione storica, terrorismo ferita aperta" | "Ha una portata storica la decisione della Francia, di rimuovere ogni ostacolo al giusto corso della Giustizia per una vicenda che è stata una ferita profonda nella storia italiana, per l'alto tributo di sangue versato e per l'attacco alle Istituzioni della Repubblica". Lo afferma la ministra della Giustizia Marta Cartabia, che ha ringraziato "le autorità francesi e in particolare il ministro della Giustizia, Eric Dupond-Moretti, che fin dal nostro primo incontro ha mostrato una particolare sensibilita' verso questa pagina drammatica del nostro Paese". "Il mio pensiero oggi va innanzitutto alle vittime degli anni di piombo e ai loro familiari, rimasti per cosi' tanti anni in attesa di risposte". 

Di Maio: "Non si può fuggire dal dolore causato"

"Questi ex brigatisti erano stati accusati e condannati in Italia per atti di terrorismo connessi a fatti di sangue tra gli anni '70 e '80. Massimo impegno per contrastare criminalità e terrorismo. Non si puo' fuggire dalle proprie responsabilita', dal dolore causato, dal male generato". Lo scrive su Fb il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

Bergamin in fuga, "colpa della Francia"

"Abbiamo una ferita aperta e finché non si concluderà il ciclo non sarà rimarginata. Il governo francese si assuma la responsabilità per la fuga di Bergamin e per avergli dato protezione fino ad ora". Così Adriano Sabbadin, figlio di Lino Sabbadin, il macellario ucciso nel 1979 dai Pac (al cui omicidio partecipò lo stesso Bergamin), commenta all'ANSA gli arresti di oggi in Francia. "Gli ordini di arresto - sottolinea Sabbadin - dovevano avvenire molto tempo fa".

Macron: "Risolto problema come chiedeva Italia"

"Il presidente Emmanuel Macron - ha fatto sapere l'Eliseo in mattinata dopo l'arresto di 7 brigatisti - ha voluto risolvere questo problema, come l'Italia chiedeva da anni. La Francia, anch'essa colpita dal terrorismo, comprende l'assoluto bisogno di giustizia delle vittime". Inoltre, questa decisione - continua l'Eliseo - "rientra nella logica della necessita' imperativa di costruire un'Europa della giustizia, in cui la reciproca fiducia sia al centro".

Parigi: "Rispettata la dottrina Mitterrand'

La compilazione della lista dei 10 nomi (7 arrestati e 3 in fuga) è il frutto "di un importante lavoro preparatorio bilaterale, durato diversi mesi che ha portato a prendere in considerazione i reati più gravi". Lo ha sottolineato l'Eliseo precisando che la decisione del presidente Emmanuel Macron "si colloca strettamente nella logica della 'dottrina Mitterrand' di accordare l'asilo agli ex brigatisti, eccetto ai responsabili di reati di sangue'".

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Fonti Eliseo: "Con queste 10 estradizioni questione chiusa"

I mandati di arresto nei confronti di 10 persone per le quali la Francia è disposta a concedere l'estradizione in Italia "chiudono definitivamente" la vicenda degli ex terroristi degli anni di piombo fuggiti e protetti dalla dottrina Mitterrand in Francia. Lo si è appreso da fonti dell'Eliseo. L'Italia, secondo quanto trapelato, ha una lista di 200 persone fuoruscite fra gli anni Settanta e Ottanta e suscettibili di estradizione. 

L'avvocata degli ex brigatisti: "La Francia ha tradito"

Irene Terrel, storica avvocata degli ex terroristi italiani in Francia, ha denunciato stamattina un "tradimento senza nome da parte della Francia". "Sono indignata - ha detto la Terrel dopo l'arresto di 7 ex brigatisti - e non ho parole per descrivere questa operazione che assomiglia a una piccola retata".

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