Brosio furioso contro Baldini: ''Vada a confessarsi, parlerò con Berlusconi''

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''Sono stato diffamato e calunniato. Voglio scrivere subito una mail a Berlusconi e fargli un appello perché sono nato nella sua azienda, lavoro venti ore al giorno e trovo infamante che una parlamentare di Forza Italia attacchi una trasmissione di Mediaset che ha rispettato sempre tutte le regole, colpendo la mia famiglia solo per motivi politici. Si dovrebbe vergognare!''. Così Paolo Brosio all'Adnkronos sull’interrogazione parlamentare protocollata dall'onorevole di Forza Italia Maria Teresa Baldini relativa alla presenza, in 'zona rossa', del sindaco Bruno Murzi di Forte dei Marmi al compleanno per i 100 anni della madre di Brosio, trasmesso in diretta televisiva durante il programma di Canale 5 di Barbara D’Urso, ''con tanto di collaboratori e amici al seguito'', ha denunciato la Baldini. ''Un parlamentare che viene pagato 15mila euro al mese dovrebbe occuparsi degli artigiani, dei commercianti e dei ristoratori che fanno la fame e falliscono -sottolinea- non del compleanno di una donna limpida e di grande moralità come mia madre. Ma a Forza Italia chi prendono come parlamentari? -chiede irritato Brosio- Come si permette una parlamentare, che tra l'altro passa da una poltrona all'altra, di occuparsi di mia mamma che compie 100 anni? Ma che si vada a confessare perché pecca di arroganza e presunzione''.  

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''Ha fatto soffrire mia madre e ha influenzato anche un altro parlamentare che si è unito a questa ca... di protesta, Matteo Dall'Osso, che inizialmente ha fatto un comunicato vergognoso dal Parlamento senza neanche sapere cosa fosse successo. Un comunicato irriguardoso nei confronti di mia madre dove mi ha accusato aver messo a repentaglio la salute di mia madre in nome dello show business. Ma ci rendiamo conto? Lei (la Baldini, ndr) e Dell'Osso si dovrebbero dimettere. Che vadano a lavorare! Io lavoro dalla mattina alla sera e faccio solidarietà a differenza loro. La Baldini invece di occuparsi di vicende inerenti alla sua professione, come aiutare le persone in difficoltà -incalza Brosio- in un momento tremendo come questo, va ad insinuare il dubbio che da casa mia nasca un focolaio. Mi ha considerato alla stregua di un untore, si vergogni! Non c'era nessun assembramento e nessun amico quel giorno, erano tutti professionisti -tiene a precisare il giornalista- a casa mia c'era un set di professionisti che facevano delle riprese, tra cui Gionata Paolicchi, uno dei più famosi filmaker di pesca d'Altura in tutto il mondo e il fotografo Vincenzo Di Cillo, che ha fatto anche da assistente per le luci che sono state tutte sanificate e bonificate sulla terrazza, così come i cavi, le telecamere le poltrone e il divano dove si è seduto anche il sindaco. C'era anche l'assessore ai servizi sociale Simona Seveso, che dovendo andare negli istituti per anziani, è sottoposta a cure mediche e viene tamponata di continuo, e le due collaboratrici della mia fondazione -prosegue- entrambe sottoposte a tampone alla Casa di Cura San Camillo e a all'ospedale della Versilia, perché svolgono una funzione primaria che è quella di intervenire a favore delle famiglie in difficoltà''. 

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''Io ho un documento che attesta che avevo un contratto di lavoro -spiega Brosio- sono stato pagato io, mia madre e Maria Laura (De Vitis, la fidanzata di Brosio, ndr). Il sindaco, che è uno dei cardiochirurghi infantili più importanti del mondo, non è stato sottoposto a contratto perché lui ha devoluto il suo gettone in beneficenza, è vaccinato ed è sottoposto ogni giorno a tampone perché deve andare in sala operatoria. Io sono tamponato perché sono un professionista e vado in onda almeno 3 o 4 volte a settimana in 20 trasmissioni, mia madre viene sottoposta a tampone continuamente e Maria Laura che fa le sfilate viene tamponata minimo una volta alla settimana. Ricordo inoltre alla Baldini -dice ancora Brosio- che i centenari sono tutti gratificati con la pergamena che deve essere consegnata il giorno del compleanno, per protocollo del Comune, dal sindaco, dal vicesindaco e dall'assessore ai servizi sociali, per cui Murzi è venuto a fare il suo lavoro. La 'zona rossa' può essere 'scavalcata' da motivi di salute, di necessità e di lavoro. Io e il sindaco stavamo lavorando. E' chiaro che c'è dietro una strumentalizzazione politica. La mia famiglia fa ascolti, in soli ventiquattro minuti di diretta abbiamo siamo stati seguiti da oltre 2 milioni spettatori e questo si traduce in spot pubblicitari, in soldi. E' lavoro -dice con forza- Se io non faccio ascolti mi mandano a casa. Noi quest'anno, grazie alla mia Fondazione, abbiamo regalato 150mila mascherina ffp2 e abbiamo raccolto 100mila euro dandoli in beneficenza e aiutando 70mila famiglie in difficoltà. Ma di cosa stiamo parlando? Ma che cosa vuole questa signora da me? E' vergognoso che per motivi politici infanghi il nome della mia famiglia'', conclude.  

(di Alisa Toaff)