Brunello Cucinelli: "Da ricco posso dirvi che i soldi non danno serenità all'anima. Solo il Creato ci riesce"

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Parla con il Creato e sogna di diventare un monaco part-time: Brunello Cucinelli, re del cashmere, imprenditore “umanista” e 24esimo uomo più ricco d’Italia secondo Forbes, ha raccontato alla trasmissione radiofonica Un Giorno da Pecora il suo rapporto con la fede e con i soldi: “Io tra i più ricchi d’Italia? È una cosa molto carina. Quando ero giovane non avevo una lira, vivevo in campagna, sorridevo alla vita e mi divertivo da morire. Poi ho fatto quattro soldi”.

A Geppi Cucciari e Giorgio Lauro ha confessato di parlare spesso col creato: “Quando ho iniziato a guadagnare un po’ di soldi, dicevo sempre al mio Creato: aiutami a rimanere me stesso. Però da grande, e da ricco, posso dire che con i soldi non trovi la tranquillità dell’anima, che si trova solo guardando il cielo, il creato”. Cucinelli sostiene di aver discusso per almeno 40 anni col Creato e “almeno per tre ore al giorno”: “Il Creato mi affascina. L’anima è immortale, motivo per cui io credo di essere un custode pro tempore e voglio lavorare per custodire l’umanità, sia pure una piccolissima parte”.

Per questo motivo sognava di fare il sacerdote, ma part-time: “Per me la cosa ottimale sarebbe stato fare il monaco part-time perché ogni essere umano dovrebbe dedicare, se può, tre ore al giorno all’anima”.

A proposito della definizione di “imprenditore umanista”, Cucinelli spiega: “Ho sempre cercato di fare il giusto profitto con la mia impresa, in modo etico, dignitoso e morale. Il profitto dovrebbe essere equilibrato al dono: mio nonno dava la prima balla di grano alla comunità, il resto erano per noi”. Ciò vale anche per lo stipendio? L’imprenditore ha un’idea precisa al riguardo: “Credo che lo stipendio mio, piuttosto che dei top manager, non dovrebbe esser superiore a 8 o 9 volte quello medio”.

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