Brunetta (Fi): dal Conte 1 e dal Conte 2 una valanga di errori

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Roma, 1 feb. (askanews) - "Molte sono le responsabilità nella gestione della politica economica da parte del governo Conte 1 e Conte 2, che sono gravissime. Il primo errore, compiuto nel 2018 dal governo gialloverde, è stato quello di aver puntato tutto sulle politiche assistenzialiste del reddito di cittadinanza e di quota 100, scommettendo sul fatto che il dare un po' più di soldi ai cittadini avrebbe contributo a rilanciare i consumi. Un autogol. I dati hanno mostrato infatti che la scommessa è stata completamente persa. I consumi non sono aumentati e le politiche attive del lavoro, quelle che avrebbero dovuto trovare un impiego ai percettori del reddito di cittadinanza, si sono risolte in un flop clamoroso". Lo ha dichiarato l'ex ministro Renato Brunetta, responsabile economico di Forza Italia.

"L'altra grossa scommessa - ha affermato ancora Brunetta- era quella che le misure contenute nel decreto Dignità e gli effetti dei prepensionamenti causati da quota 100 avrebbero rilanciato il mercato del lavoro, aumentato l'occupazione e favorito la staffetta generazionale nell'impiego. I dati dell'altro giorno hanno dimostrato il fallimento totale anche di questa politica. L'effetto sostituzione, infatti, non c'è stato per niente, i pensionati anticipati non sono stati sostituiti e le imprese non hanno assunto, soprattutto per colpa delle misure del decreto Dignità.

"Poi ci sono - ha proseguito il deputato Fi- i due errori fatti dal governo giallorosso. Il primo è stato quello di procrastinare esattamente le stesse misure del precedente, con il Partito Democratico e Italia Viva, che pure quelle misure avversavano, che non sono stati in grado di imporre al Movimento Cinque Stelle la loro cancellazione. Il secondo è stato quello di proporre un taglio del cuneo fiscale del tutto insufficiente, che non provocherà alcun effetto di maggior spesa tra i percettori. E poi il terzo, gravissimo, è stato quello di non aver capito la serietà della crisi industriale (soprattutto manifatturiera) che, tanto al Nord quanto al Sud, sta facendo chiudere migliaia di aziende, lasciando a casa quasi 300mila lavoratori e facendo aumentare pesantemente la cassa integrazione, con tutti i costi annessi per le casse dello Stato. La gestione dei tavoli di crisi al MISE è stata semplicemente disastrosa, lasciata nelle mani di dirigenti che si sono rivelati totalmente incapaci di trovare soluzioni".

"Cosa fare adesso? Per dare una spinta all'economia - ha concluso Brunetta- servirebbe fare il contrario di quanto fatto finora, ovvero cancellare il reddito di cittadinanza e quota 100 e destinare tutte le risorse risparmiate al taglio delle tasse".