Brunetta: Gualtieri deve onorare impegni presi da Tria con Ue -2

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Roma, 24 set. (askanews) - Brunetta ricorda quindi "gli impegni assunti dal Governo Conte I con le lettere sottoscritte lo scorso maggio e luglio dall'ex ministro dell'Economia Giovanni Tria e controfirmate dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Nella prima, datata 31 maggio, il ministro Tria rispondeva alla Commissione Europea che 'il Governo intende ridurre gradualmente il disavanzo nominale fino all'1,5% del PIL nel 2022, l'ultimo anno del programma, con un miglioramento complessivo del saldo strutturale di quasi 0,8 punti percentuali. L'avanzo primario raggiungerebbe il 3,1% su base strutturale nel 2022. Per il 2020, intendiamo conseguire un miglioramento di 0,2 punti percentuali nel saldo strutturale di bilancio. In base alle ultime previsioni macroeconomiche ufficiali, il disavanzo nominale scenderà al 2,1% del PIL'". Inoltre, "il ministro concludeva che 'in vista dell'approvazione del Documento Programmatico di Bilancio per il 2020 e alla luce delle più aggiornate previsioni macroeconomiche, il Governo sta elaborando un programma complessivo di revisione della spesa corrente comprimibile e delle entrate, anche non tributarie'.

Nella seconda lettera, datata 3 luglio, "il ministro Tria e il presidente Conte, nell'annunciare la manovra correttiva richiesta dalla Commissione, confermavano gli impegni presi a maggio: 'Al fine di adempiere a queste raccomandazioni, il Governo ha formulato una strategia integrata che si basa su una nuova spending review e a una revisione delle spese fiscali'".

Quindi, riassumendo, "l'Italia si è impegnata ad effettuare nella prossima manovra finanziaria tre cose: taglio del deficit strutturale, taglio della spesa pubblica e taglio delle spese fiscali. Tutto questo, in un contesto macroeconomico più favorevole di quello attuale. Perché, nel frattempo, la crescita del Pil si è ulteriormente ridotta rispetto alle stime di primavera, mentre le variabili di finanza pubblica, deficit e debito, sono aumentate rispetto al Pil. Il che significa che i compiti da fare diventano ancora più pesanti".