Bruno Barbieri: "A 60 anni mi sento come un trentenne"

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“La parola ‘sessanta’ mi inquieta”. Esordisce così, Bruno Barbieri, parlando dalla Florida con l’Adnkronos alla vigilia del suo sessantesimo compleanno. Una dichiarazione che però appare tutt’altro che credibile. E non perché lo chef aggiunga, subito dopo, di sentirsi “contento e soddisfatto” per una carriera strepitosa nella quale ha inanellato sette stelle Michelin, ha scritto un’infinità di libri di cucina, è stato (ed è) giudice di Masterchef per tutte e dieci le edizioni del talent culinario, è conduttore su Sky di ‘4 Hotel’.

Troppo facile, infatti, con questi numeri, per uno come Barbieri parlare di un passato e di un presente ricchi di successi. E dire, ad esempio, “sono contento, non ho rimpianti e né rimorsi, ho vissuto la vita che desideravo, ma a sessant’anni sei già grande e sei nella fase in cui devi metterci una marcia in più”. Ciò che sorprende davvero è invece il suo entusiasmo da trentenne e che trapela in ogni sua espressione, altro che inquietudine per l’età che avanza. Lo dice lui stesso che si sente “trent’anni di meno: la chiave per stare bene è che non vivo i miei sessant’anni ma la metà, ho voglia di essere sempre sul pezzo, quando mi sveglio per me è tutto positivo, la mia forza è saper tirare fuori il bello anche dalle cose negative”. Come il bello di un mestiere, adesso venuto alla luce, ma che prima di Masterchef, e prima di Barbieri, era rilegato nelle segrete delle cucine, quando i cuochi e gli chef non li conosceva nessuno.

“Sono riuscito in ciò che volevo, a portare innovazione anche attraverso Masterchef – afferma lo chef – e poi ancora con ‘4 Hotel’, che ha segnato una breccia nel mondo dell’hotellerie. Adesso andremo in chiaro proprio da domani, il giorno del mio compleanno, è un’altra scommessa che ho vinto. Mi riempie di gioia – aggiunge – riuscire a innovare facendo cose che per me hanno senso: un concetto che ho sempre avuto in mente, fin dai tempi del ristorante ‘Il Trigabolo’ di Argenta (due stelle Michelin). Ma anche quando facevo 800 omelette al giorno, all’inizio della mia carriera, sulle navi da crociera: ho imparato a lavorare a testa bassa, me lo ha insegnato mio padre che nei momenti difficili della vita bisogna mettere una marcia in più e non mollare mai. E così, fino a trent’anni non ho mai parlato, guardavo i grandi chef lavorare e intanto imparavo, pensando che sarebbe arrivato il mio momento. Per me è stato fondamentale andare in giro per il mondo, a volte non avevo i soldi per mangiare, ma è stato importante conoscere altre realtà. Mi sono sempre sacrificato e la gente mi vuole bene perché oggi sono esattamente come ero all’inizio. Il successo me lo sono conquistato – sottolinea Barbieri - non me lo ha regalato nessuno, ho avuto anche dei momenti difficili, ma sono ottimista nell’anima, vado a letto felice sapendo di non aver preso in giro la gente”.

“Ora sono in Florida – racconta lo chef - per mettere a punto la sceneggiatura di un mio prossimo film (Barbieri ha già un'esperienza cinematografica da protagonista nel lungometraggio ‘Sosia – la vita degli altri’ - ndr), approfitto per affinare il mio inglese e per raccogliere idee. Voglio scrivere una specie di racconto per chi vuole venire a mangiare da queste parti. In America mi piace cucinare a casa degli amici. Qui è facile, lo faccio con una mano legata e un occhio chiuso: la cucina italiana fa impazzire tutti, abbiamo una cultura e un modo di porci che gli altri non hanno. Abbiamo una storia e dovremmo essere in grado di raccontare noi stessi anche in Italia. Per il mio compleanno – conclude - farò una cena a casa mia con amici che provengono anche da altre parti degli Usa. Preparerò un misto di pesce e di carne, che qui è meravigliosa, mentre purtroppo con il pesce c’è qualche problema, ha meno sapore di quello del Mediterraneo. Però i crostacei del Maine e le capesante sono buonissimi. Berremo solo Amarone, aprirò dei magnum molto buoni, poi una bella bottiglia di Barolo che ho portato dall’Italia. Infine, come dolce, il tiramisù, che qui piace a tutti. Ci metto dentro il torrone, lo lascio in frigorifero a sciogliersi, il risultato è strepitoso”.

di Cristiano Camera

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