Bruno Bella (Vibeco): Terra dei Fuochi situazione gravissima, ma la Regione Campania sta agendo al meglio

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Milano, 18 dicembre 2019 - Secondo una ricerca coordinata da Antonio Giordano, direttore dell’Istituto Sbarro di ricerca sul cancro della Temple University di Philadelphia e docente dell’Università di Siena, e svolta da Iris Maria Forte, dell’Istituto Nazionale tumori Fondazione Pascale CROM Mercogliano, nel sangue dei malati di tumore residenti nei pressi della famigerata “Terra dei Fuochi” sono stati trovati concentrazioni elevate di metalli tossici. Si tratta della prova definitiva che conferma la correlazione tra il cancro e lo smaltimento illegale dei rifiuti che per anni ha imperversato nella Terra dei Fuochi.  

“Quella della Terra dei Fuochi è una situazione gravissima, soprattutto perché è il frutto non di uno ma di due problemi diversi”. A parlare è Bruno Bella, fondatore del gruppo Vibeco, un’azienda italiana attiva nel settore della gestione e dello smaltimento dei rifiuti. Nel 2016, Vibeco ha vinto una gara d’appalto per l’imballaggio e la rimozione dei rifiuti tossici presenti nella Terra dei Fuochi, che vengono trasportati all’estero verso impianti autorizzati, il tutto nel rispetto dei protocolli stabiliti dalla Comunità Europea.  

“Da un lato c’è il problema legato al flusso di rifiuti nocivi provenienti soprattutto dal Nord Italia che avveniva durante gli anni ’80 e ’90. Tonnellate di rifiuti sono stati interrati illegalmente, e questo ha causato la contaminazione delle falde acquifere. Dall’altro, c’è la questione dello stoccaggio dei rifiuti urbani, delle discariche a cielo aperto sciaguratamente autorizzate nel 2000. Dovevano essere provvisorie, ma in Italia, come si sa, non c’è niente di più definitivo del provvisorio e le discariche sono rimaste lì per anni, con i rifiuti adagiati su uno strato di calcestruzzo e coperti solo da un telo di qualche millimetro di spessore, in violazione di qualunque direttiva comunitaria. Parliamo di 8-10 milioni di tonnellate di rifiuti, che hanno sviluppato quantità abnormi di gas nocivo che è stato liberato nell’atmosfera. L’effetto combinato delle falde acquifere compromesse e del gas hanno prodotto gli effetti drammatici che oggi leggiamo in questa ricerca”.  

Cosa si può fare, oggi, per la Terra dei Fuochi? 

“Ritengo che l’attuale amministrazione regionale stia agendo nel modo giusto, indicendo regolari e trasparenti gare d’appalto per lo sgombero delle discariche e trattando la questione come una reale emergenza. Le cose, insomma, sono cambiate già da qualche anno e in senso positivo.  

Spero che, se in futuro la guida politica della regione dovesse cambiare, l’impegno a mettere il sito in sicurezza non venga messo in discussione, e si continui a lavorare per il bene di questa terra e dei suoi abitanti” conclude Bruno Bella.  

Per maggiori informazioni: info@vibecosrl.it