Bruti Liberati accusa Davigo

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Prosecutor of Milan's court Edmondo Bruti Liberati takes part in a ceremony for the new judicial year on January 29, 2011 in Milan.  Italy's judges in Rome the same day vowed not to be intimidated and rallied to support Milan colleagues investigating the sex scandal surrounding Silvio Berlusconi as the prime minister rounded on the magistrates. AFP PHOTO / GIUSEPPE ARESU (Photo credit should read GIUSEPPE ARESU/AFP via Getty Images) (Photo: AFP via Getty Images)
Prosecutor of Milan's court Edmondo Bruti Liberati takes part in a ceremony for the new judicial year on January 29, 2011 in Milan. Italy's judges in Rome the same day vowed not to be intimidated and rallied to support Milan colleagues investigating the sex scandal surrounding Silvio Berlusconi as the prime minister rounded on the magistrates. AFP PHOTO / GIUSEPPE ARESU (Photo credit should read GIUSEPPE ARESU/AFP via Getty Images) (Photo: AFP via Getty Images)

“Non avrei mai ricevuto informalmente atti e se qualcuno me li avesse sbattuti sul tavolo li avrei immediatamente consegnati”. Così Edmondo Bruti Liberati in un’intervista al Corriere della Sera boccia il comportamento del consigliere Csm Piercamillo Davigo coinvolto nel caso Amara. “Le indagini polverone non sono nello stile della Procura di Milano. Indagini a tutto campo sull’universo mondo, iscrizioni precipitose e intercettazioni a strascico che poi si sgonfiano nel nulla”, aggiunge l’ex capo della procura di Milano e già componente del Csm e presidente dell’Anm, ora in pensione.

Bruti Liberati commenta la vicenda del pm Paolo Storari che nel 2020 consegnò al consigliere del Csm Piercamillo Davigo i verbali degli interrogatori resi dall’avvocato Piero Amara sostenendo che a Milano avrebbero frenato l’inchiesta sulla presunta loggia segreta in Ungheria: “Per me è una vicenda incomprensibile. Su quali debbano essere i rapporti tra il Csm e le indagini e i processi c’è una circolare del 1994”.

Davigo ha detto di essersi attenuto alle regole? “La circolare va letta interamente. Il principio generale è netto: al Csm è precluso ogni intervento sul merito di indagini e processi, ma può e deve acquisire notizie su procedimenti penali in corso, anche se coperti dal segreto investigativo, quando riguardano profili disciplinari, trasferimento di magistrati per incompatibilità ambientale e criteri di organizzazione degli uffici. Dice che spetta all’ufficio del pm valutare le ragioni che possono rendere inopportuna, in una determinata fase, la comunicazione di notizie che possano compromettere lo sviluppo delle indagini”.

Le è mai capitato quando era al Csm che qualcuno glielo proponesse? “No. Non avrei mai ricevuto informalmente atti e se qualcuno me li avesse sbattuti sul tavolo li avrei immediatam...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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