A Bruxelles Conte chiede ancora tempo sui conti

Angela Mauro
European Commission President Ursula von der Leyen (R) welcomes Italian Prime Minister Giuseppe Conte prior to a meeting at the EU Charlemagne building in Brussels, on September 11, 2019. (Photo by Francisco Seco / POOL / AFP) (Photo credit should read FRANCISCO SECO/AFP/Getty Images)

Con la pochette bianca nel taschino a segnare il nuovo corso, oggi Giuseppe Conte porta in dote a Bruxelles il nuovo governo M5s-Pd: missione compiuta. Il resto è una sfilza di incontri e complimenti, congratulazioni e pacche sulla spalla. Finiti nel buco nero del passato, i tempi in cui Conte era premier del governo gialloverde, quello che ogni giorno faceva a pugni con l’Ue o per via di Matteo Salvini oppure per colpa di Luigi Di Maio. Oggi inizia un’altra storia. Solo abbozzata nelle materie economiche: con la presidente Ursula von der Leyen c’è un primo scambio di vedute sulla nuova situazione politica in Italia, nessun risultato concreto ma del resto non ne erano previsti, dicono fonti vicine alla nuova presidente della Commissione sottolineando “il clima positivo” della conversazione.

Qualcosa di concreto si muove con Francia e Germania sulla redistribuzione dei migranti che arrivano in Italia e sulla riforma di Dublino. Non una parola però da parte del premier sul caso della Ocean Viking, la nave della ong norvegese con 34 migranti a bordo, ancora in cerca di un porto sicuro. “Sbarchi subito”, dice il presidente dell’Europarlamento David Sassoli dopo aver ricevuto Conte. Da ieri lo chiede anche il segretario del Pd Nicola Zingaretti.

Intanto però di immigrazione Conte parla con von der Leyen e anche negli altri, numerosi incontri di giornata con i vertici europei. Alla sua prima visita a Bruxelles da premier dell’alleanza M5s-Pd, Conte incassa il sostegno di Parigi alla riforma di Dublino, chiesta da tempo da Roma, sostenuta fortemente anche da von der Leyen. E con la presidente della Commissione, nell’incontro mattutino a Palazzo Charlemagne, il premier parla della possibilità di mettere in piedi il seguente meccanismo: assicurare fondi europei ai paesi che accolgono migranti. Chi non accoglie, non ne beneficerebbe, ca va sans dire.

“Ci saranno dei paesi riluttanti ma chi non parteciperà ne risentirà sul piano finanziario”,...

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