Btp tengono a metà seduta, nuovo calo spread e minimi tassi

Operatori a lavoro. REUTERS/Brendan McDermid

MILANO (Reuters) - Avvio di settimana all'insegna della tenuta per il secondario dei Btp, forte della solidità dei listini di borsa in un clima generalmente meglio disposto rispetto al rischio.

Contribuisce almeno in parte alla distensione il superamento degli appuntamenti del fine settimana con le amministrative turche e il secondo turno delle francesi.

Prosegue così il calo del premio di rendimento Italia/Germania, con lo spread Btp/Bund sul tratto decennale poco oltre 170 punti base ai minimi da giugno 2011, insieme alla discesa dei tassi.

Decisamente contenuta intanto la reazione dei mercati finanziari ai nuovi numeri sull'inflazione di marzo, che fotografano l'anemia del costo della vita a livello di zona euro e Italia dopo le analoghe anticipazioni da Spagna e Germania.

Se un tasso annuo di 0,5% - minimo da novembre 2009 - rappresenta un ulteriore passo nella 'zona a richio' che la Bce individua al di sotto di 1%, un intervento di politica monetaria già in occasione del consiglio di giovedì prossimo appare tutto tranne che scontato.

"Basta guardare alla reazione del cambio e della curva Eonia... va inoltre tenuto conto delle ultime dichiarazioni del presidente Bundesbank, secondo cui il raffreddamento dei prezzi sarebbe legato alle voci 'extra core' di alimentari ed energia" commenta un operatore.

Il riferimento è ai commenti di Jens Weidmann, dalla rinomata reputazione di 'falco' nel consiglio Bce, tornato soltanto ieri a negare la possibilità che per la zona euro si sia aperto un ciclo deflativo.

Una delle variabili cui l'Eurotower sembra particolarmente sensibile è il marcato calo dell'eccesso di liquidità, arrivata venerdì sera a soli 103 miliardi.

"La Bce sarebbe certamente contraria a una discesa al di sotto di 100 miliardi... il contratto Eonia overnight si avvicina sempre più allo 0,25% del 'refi' e questo equivale di fatto a una stretta sui tassi" spiega un secondo trader.

La soglia dei 100 miliardi, aggiunge, potrebbe almeno temporaneamente far scattare un congelamento totale o parziale dello schema di sterilizzazione settimanale di fondi.

Alla stima flash Eurostat sull'inflazione di marzo ha intanto subito risposto il Fondo monetario internazionale, tornato a sollecitare misure espansive da parte della Bce per far fronte all'andamento sottotono di crescita e prezzi che rende più ostica la riduzione del debito pubblico.