Buckingham Palace vs Guardian: "Mai pressioni per favorire regina"

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Le rivelazioni secondo le quali in passato la regina Elisabetta avrebbe imposto uno stop ad una legge che la riguardava direttamente sono "semplicemente inesatte". Così Buckingham Palace smentisce il Guardian, che ha pubblicato alcuni documenti che rivelerebbero come negli anni '70, gli avvocati della regina avrebbero esercitato delle pressioni sul governo, per modificare una legge che avrebbe reso pubblica la consistenza del suo ingente patrimonio.

Le rivelazioni del Guardian sono state pubblicate nell'ambito di un'inchiesta del quotidiano sul 'Queen's consent', il cosiddetto consenso reale alla discussione in Parlamento di leggi che "toccherebbero le prerogative o gli interessi della Corona", come si legge sul sito della Royal Family.

Questo istituto, che secondo Buckingham Palace avrebbe una valenza "puramente formale", per il Guardian sarebbe invece uno strumento di pressione utilizzato in questo caso dalla Royal Family, per fare inserire in una legge del 1973 sulla trasparenza finanziaria una clausola che esentava i "capi di stato".

"Il 'Queen's consent' è un processo parlamentare, nel quale il ruolo dei sovrani è puramente formale. Il consenso è sempre accordato dal monarca su richiesta del governo. Qualsiasi asserzione che la sovrana abbia bloccato la legge è semplicemente inesatta", ha affermato un portavoce di Buckingham Palace citato dalla Bbc.