Buenos Aires in piazza contro l'FMI

Buenos Aires in piazza contro l'FMI

Una partecipata manifestazione a Buenos Aires ha chiesto al governo argentino di sospendere i pagamenti delle rate del debito nei confronti del Fondo Monetario Internazionale. Per i partiti di sinstra, i sindacati e le organizzazioni sociali, finché le condizioni economiche del paese saranno segnate dall'inflazione galoppante e dall'ingiustizia sociale, il debito è inesigibile.

"Il debito è impagabile, lo vediamo ogni giorno. E tutti gli sforzi per arrivare a un accordo con l'FMI hanno esacerbato la crisi. Se già stavamo male a marzo ora stiamo molto peggio. E quando chiediamo di non pagare il debito chiediamo anche di sapere chi abbia beneficiato di questo debito, chi lo abbia contratto e in nome di quale interesse", spiega un manifestante.

In gioco c'è una tranche da 45 miliardi di dollari rivendicati dall'FMI, ma lo scenario include un'inflazione al 30 per cento, che secondo le previsioni lieviterà fino al 70 per cento, oltre alla rivalutazione del dollaro tanto sul mercato ufficiale che su quello informale.

La protesta, dopo qualche tafferuglio con la polizia, si è conclusa sulla plaza de Mayo, davanti alla Casa Rosada, dove si sono moltiplicati gli slogan diretti contro la vicepresidente argentina Cristina Kirschner, considerata principale responsabile della crisi.

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