Bufera per le pose sessualizzanti di una bambina influencer: le parole della mamma

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Polemiche per la “baby influencer” di 10 anni, ma la madre la difende
Polemiche per la “baby influencer” di 10 anni, ma la madre la difende

Il problema della sessualizzazione del corpo dei minori passa troppo spesso anche dai social network, dove ormai esistono vere e proprie baby influencer che imitano le loro controparti adulte con pose ammiccanti e balli provocatori per nulla adatti alla loro età. È proprio il recente successo di una di queste baby influencer che ha negli ultimi giorni scatenato vive polemiche tra gli utenti social italiani, i quali si sono scagliati contro i genitori della star di Instagram Benny G.

Polemiche per la baby influencer di 10 anni

Ciò che molte persone sui social hanno denunciato in queste ultime settimane è una situazione decisamente poco consona per una bambina di soli 10 anni, che sul suo account Instagram si comporta come una donna di più del doppio dei suoi anni, indossando vestiti succinti e lasciandosi andare al twerking o a pose dai connotati fortemente sessuali. Per i genitori della piccola influencer e cantante neomelodica però la situazione è invece completamente “sotto controllo”, ed è anzi proprio la madre a sottolineare come in realtà lei stia facendo tutto questo (gestire il profilo social della figlia) soltanto per la felicità della bambina.

“Lei é felice, sono io che carico i video. La criticano perché la gente é ignorante”, così la madre ha commentato nel corso di un’intervista rilasciata a Selvaggia Lucarelli su Radio Capital, affermando inoltre di non guadagnare dalle attività svolte dalla figlia, nonostante a suo dire il profilo Youtube di quest’ultima venga gestito direttamente da una casa discografica.

La richiesta di segnalazione

Nel frattempo però sono in molti sul web a indignarsi per come viene sfruttata l’immagine di una bambina di 10 anni. Tra le azioni di protesta che stanno prendendo piede vi è ad esempio quella organizzata da alcuni utenti Facebook, che si stanno organizzando per segnalare in massa i profili social della piccola influencer (sia alle piattaforme che alla Polizia postale) in modo da portarli direttamente alla chiusura.