Bullismo, Anzaldi: nessuno difese Sensi quando era portavoce Renzi

Pol/Bac

Roma, 30 gen. (askanews) - "L'approvazione alla Camera della legge sul bullismo è stata l'occasione per parlare anche di una specifica forma di bullismo, ovvero il fatshaming e il bodyshaming, la tendenza di giudicare, offendere o deridere una persona per una sua peculiarità fisica. A richiamare l'attenzione dei media è stato l'intervento del collega Filippo Sensi, che ha raccontato la sua esperienza personale, le offese subite per il suo aspetto fisico da giovane e anche successivamente. Un intervento che ha creato una grande empatia sia un Aula che sui giornali e sui social. Mi sarebbe piaciuto, però, che la stessa attenzione a questo caso fosse stata riservata alcuni anni fa, nel 2015, quando a offendere Filippo fu il commentatore televisivo Andrea Scanzi". Lo scrive il deputato di Italia Viva Michele Anzaldi in un intervento sul sito de "Il Riformista".

"In un articolo sul Fatto Quotidiano - prosegue Anzaldi - Scanzi definiva Sensi, che allora ricopriva l'incarico di portavoce del presidente del Consiglio Matteo Renzi, con queste parole vergognose: 'Bizzarro omino sferico'. Un'indecenza per chiunque, ma in particolare per chi è giornalista e viene puntualmente invitato come commentatore nelle principali trasmissioni televisive di informazione, a partire da quelle del servizio pubblico. Dopo quell'episodio, la Rai ingaggiò Scanzi addirittura come ospite fisso del 'Processo del Lunedì' su Rai3 e giurato di Sanremo. Nel 2015 nessuno protestò, ad eccezione del sottoscritto con un articolo sull'Huffington Post. Non ricordo servizi sui telegiornali, né dichiarazioni e tweet di solidarietà come oggi sui social".

(Segue)