Bullismo, Sensi si racconta in Aula: basta col fatshaming

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Roma, 29 gen. (askanews) - "Sono stato per tutta la vita e sono, cito, un 'cicciabomba', un 'panzone', un 'trippone', una ' palla di lardo'. Una volta un ragazzino mi gridò: 'Sensi mi fai senso', lo ricordo come fosse adesso". In Aula si discute la proposta di legge contro il bullismo, e il deputato del Pd Filippo Sensi racconta la sua storia personale, per perorare l'approvazione di un ordine del giorno relativo al 'bodyshaming' e in particolare al 'fatshaming', "lo stigma riservata all'obesità".

E invita i deputati, "e lo dico da persona obesa, a considerare con attenzione queste specificità poiché riguardano le questioni del corpo. Chiunque mi conosce - dice Sensi - sa che sul mio peso scherzo, lo esorcizzo, ci sorrido, ma mi ci misuro ogni giorno e sento questo sguardo che pesa, che mi pesa, già, mi pesa. Non tutti ci riescono e facciamo finta sia un passo avanti scherzarci su, ma quando sei ragazzo, o magari ragazza, è più difficile, maledettamente più difficile. Non tutti ci scherzano su: ci si chiude in casa e si seppellisce la derisione mangiando di più. Ancora, ancora e ancora. Il cibo come anestesia, stordimento per non sentirli più, per non sentirsi più. Perdersi lì dentro perché nessuno ci trovi, tanto nessuno ci cerca".

"Il 'bodyshaming' e 'fatshaming' hanno conseguenze. Queste mortificazioni hanno conseguenze". Dunque Sensi cita uno studio dell'università della Florida che mostra come questi fenomeni mettano chi li subisce "a rischio di ingrassare ulteriormente e notevolmente", possono scatentare "comportamenti autodistruttivi, anoressia, bulimia, suicidio".

La richiesta, contenuta nell'ordine del giorno, è "di fare prevenzione, di aiutare e sostenere, chi ne è vittima, evitando che la vergogna sia un destino ineluttabile, una condanna sancita dallo sguardo degli altri che può essere il gesto più violento e aggressivo di cui siamo capaci".