Buondì Motta, lo spot torna a far discutere: “Offende Napoli”

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Il nuovo spot del Buondì Motta ha acceso una polemica. Dopo il caso dello spot del 2017 in cui una donna veniva colpita da un asteroide, la campagna pubblicitaria della merendina appena diffusa ha fatto di nuovo discutere. Secondo una parte degli utenti del web, conterrebbe un messaggio offensivo verso Napoli.

La pubblicità fa discutere

Nello spot viene mostrata una famiglia mente utilizza un suggeritore vocale che esclama: “Ditemi come può una colazione essere leggere e nutriente allo stesso tempo. Oppure…musica Napoli!”. Poco dopo, parte una canzone in stile neomelodico che viene immediatamente censurata dalla mamma con aria infastidita. “Buondì Motta, la colazione golosa e leggera a prova di deficienza artificiale”: questo è il claim con cui si chiude la pubblicità. I napoletani non hanno apprezzato l’ironia dei creatori dello spot e sul web si sono lamentati. Molti sostengono che si tratti di un messaggio offensivo verso la loro città. L’azienda ha deciso di porgere pubblicamente le sue scuse sui social network: “Non volevamo offendere i napoletani ma solo strappare un sorriso” .

L’attacco di Giuseppe Cruciani

Giuseppe Cruciani, nel corso della Zanzara in onda su Radio 24, ha attaccato lo scrittore Angelo Forgione che aveva risaltato in un post lo sgarbo della pubblicità del Buondì Motta nei confronti di Napoli. Forgione ha scritto un nuovo messaggio su Facebook indirizzato contro il conduttore radiofonico: “Sei tu che rompi i coglioni ai napoletani, ma con me caschi male, anche se fai il furbetto nella tua potente radio leggendo ciò che ho scritto (non a te ma al pubblico) sulla vicenda dello spot del Buondì e provando a dileggiarmi senza avere il buon gusto di avvertirmi, per giunta col tuo tipico turpiloquio. Che poi, per quel personaggio che ti sei cucito addosso, intendi usare me per irridere i napoletani e la cultura napoletana. E allora, dopo aver letto il passaggio in cui scrivo ‘la musica di Napoli è mondo colto’, fai partire più volte dalla regia una strozzata nota iniziale di mandolino. Rilassati, Giuseppe. Qui l’ossessionato non sono io ma tu; da Napoli”.