Buoni i primi test di un vaccino-cerotto anti Covid

·1 minuto per la lettura
Doctor had just vaccinated a young unrecognizable female patient in the hospital. She is pleased with how it all went.  Focus on adhesive bandage. (Photo: Aja Koska via Getty Images)
Doctor had just vaccinated a young unrecognizable female patient in the hospital. She is pleased with how it all went. Focus on adhesive bandage. (Photo: Aja Koska via Getty Images)

Buoni i primi risultati di un vaccino-cerotto anti-Covid che si applica sulla cute in un’unica dose e che potrebbe avere un ruolo chiave nella lotta al coronavirus nei paesi con risorse limitate perché costa poco e si conserva a lungo a temperatura ambiente. Testato su modelli animali, il vaccino (a somministrazione cutanea senza aghi) riesce a neutralizzare il virus e induce una forte risposta anticorpale. Resi noti sulla rivista Science Advances, sono i risultati di uno studio condotto tra America e Australia rispettivamente all’Università del Texas e presso la Queensland University.

Oltre al vantaggio di somministrarlo con un semplice cerotto dermico senza iniezione, il vaccino è low cost e facile da produrre su vasta scala, inoltre si conserva bene a temperatura ambiente (25 gradi) anche per oltre 30 giorni e può resistere per una settimana anche a temperature elevate (40 gradi).
Il vaccino - che viene ‘caricato’ su un cerotto dermico con 5000 microaghetti impercettibili per somministrarlo attraverso la cute - è un prodotto, già in fase di sperimentazione clinica, chiamato Hexapro.

Il funzionamento di Hexapro si basa su una versione modificata della proteina virale Spike, che la rende più stabile più a lungo. Negli studi su animali condotti finora è emerso che il cerotto-vaccino è efficace nel difenderli dall’infezione e induce una forte risposta immunitaria, maggiore di quella del vaccino somministrato per iniezione.

Data la semplicità dell’applicazione e la facile conservazione, se ai test clinici si dimostrasse efficace, il vaccino-cerotto potrebbe divenire utilissimo nei paesi più svantaggiati che hanno minore accesso ai vaccini attualmente in uso.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli