Burberry primo marchio lusso vittima risposta cinese a sanzioni su Xinjiang

di Ryan Woo
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Un uomo davanti a un negozio Burberry a Pechino

di Ryan Woo

PECHINO (Reuters) - Burberry ha perso il proprio brand ambassador in Cina e l'iconico motivo tartan dell'azienda è stato rimosso da un popolare videogioco, diventando il primo marchio del lusso a essere preso di mira dalla risposta cinese alle accuse da parte dell'Occidente di abusi nello Xinjiang.

La Cina ha sanzionato organizzazioni e singoli individui nel Regno Unito per quelle che ha definito "menzogne e disinformazione" riguardo allo Xinjiang, a pochi giorni di distanza dalla decisione di Londra di imporre delle sanzioni per presunti abusi dei diritti umani nella regione occidentale cinese.

Burberry fa parte della "Better Cotton Initiative", un gruppo che promuove la produzione sostenibile del cotone, che in ottobre ha annunciato che avrebbe sospeso l'approvazione del cotone proveniente dallo Xinjiang, adducendo tra le motivazioni le preoccupazioni in merito ai diritti umani.

Zhou Dongyu, pluripremiata attrice cinese, ha terminato il contratto con Burberry come brand ambassador, poiché Burberry non ha "reso nota in maniera chiara e pubblica la propria posizione sul cotone dello Xinjiang", ha detto ieri la sua agenzia.

L'iconico design a scacchi dell'azienda è stato inoltre rimosso dagli abiti indossati dal popolarissimo videogioco "Honor of Kings", prodotto da Tencent Holdings Ltd's, come si evince da un post apparso sull'account ufficiale Weibo del videogame, che ha ricevuto il plauso degli utenti cinesi del web.

Burberry China non ha immediatamente risposto a una richiesta di commento da parte di Reuters. Sul sito dell'azienda si legge che il cotone che utilizza proviene da Stati Uniti, Australia, Turchia, India ed Egitto.

(Tradotto da Redazione Danzica, in redazione a Milano Gianluca Semeraro)