Burgio: per ripartenza turismo servono fiducia e regole chiare

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Milano, 13 apr. (askanews) – “Mancano due grandi cose perché il grande mondo del turismo possa ripartire. Una è più psicologica, l’altra più tecnico-legislativo”. Lo ha detto ad askanews Gabriele Burgio, presidente e amministratore delegato del Gruppo Alpitour, il principale tour operator italiano. “L’aspetto psicologico riguarda il momento in cui il cliente, e quindi tutti noi, ci sentiremo più tranquilli di viaggiare. Oppure che esposizione al rischio vogliamo avere: ci sono giovani che pensano che per loro sia poco più di un’influenza, prendono le precauzioni previsto e partono comunque; persone più anziane invece hanno più paura di prendere la malattia lontano da casa. Qui c’è un’incertezza che richiederà del tempo per essere risolta. ci sono iniziative molto grosse, come in Grecia dove si sta cercando di vendere l’idea delle isole senza Covid; a Sharm el Sheik entro il 15 maggio hanno annuncino che tutti gli operatori turistici saranno vaccinati: insomma ci sono diverse iniziative che lavorano sulla tranquillizzazione del viaggiatore”.

“Poi c’è la parte tecnico-legislativa – ha aggiunto Burgio – e in questo settore abbiamo visto troppi cambiamenti. Non dico che sia facile gestire questa situazione e non vorrei essere al posto di chi ci governa, però effettivamente ci sono stati degli incidenti, come quello sugli skipass già venduto e la successiva marcia indietro sulla montagna. Noi abbiamo assistito alla decisione del ministero della Salute sui cinque giorni di quarantena per i viaggi in Europa. Questo è stato un colpo molto inatteso, perché è arrivato praticamente il giorno prima di Pasqua e abbiamo avuto cancellazioni dai turisti stranieri che volevano venire in Italia per Pasqua perché chi ha previsto un weekend lungo o una settimana non può arrivarci e stare cinque giorni a pagamento in albergo per la quarantena. Questo è stato davvero un peccato, perché abbiamo perso un treno”.

“Ci sono delle incertezze – ha concluso il presidente di Alpitour – che sono legali, legislative e burocratiche che fanno sì che sia difficile operare”.