Burioni: ecco quanto il coronavirus resiste sulle superfici

Red/Gtu

Roma, 16 mar. (askanews) - Quanto resiste il nuovo coronavirus sulle superfici? Lo spiega - sul suo sito Medicalfacts - il virologo Roberto Burioni, insieme al microbiologo Nicasio Mancini. Un nuovo studio Usa ha infatti calcolato quanto il Sars-Cov2 resiste su rame, cartone, acciaio inossidabile e plastica.

Burioni sottolinea l'importanza di uno studio recentissimo dei colleghi statunitensi che "hanno valutato non solo la capacità del virus di permanere nel tempo su varie tipologie di superfici ma, cosa ancora più importante, ne hanno valutato la conseguente capacità di infettare. Questo è molto importante, in quanto confermerebbe come un modo importante di trasmissione del virus sia quello indiretto attraverso le nostre mani". Perché "tocchiamo superfici contaminate e, inavvertitamente, ci infettiamo portando le mani alla bocca, nel naso o negli occhi".

Gli esperti Usa - spiega Burioni - hanno messo una quantità nota di virus su diverse tipologie di superfici: rame, cartone, acciaio inossidabile e plastica. Poi "sono andati a verificare come la capacità infettante del virus cambiasse col passare delle ore. Tutto condotto a temperatura ambiente (21-23 gradi con umidità relativa del 40%), condizioni che potremmo tranquillamente paragonare a quella delle nostre case".

Ecco i risultati "i materiali più 'inospitali' per il virus sono risultati essere il rame e il cartone con un dimezzamento della capacità infettiva in meno di due ore per il primo materiale e entro 5 ore abbondanti nel caso del secondo. Un abbattimento completo dell'infettività è stato osservato rispettivamente dopo le 4 ore per il rame e le 24 ore per il cartone".

Più lunga invece - sottolinea Burioni su Medicalfacts la persistenza sulle altre due superfici: "Sull'acciaio inossidabile la carica infettante risultava dimezzata solo dopo circa 6 ore, mentre ne erano necessarie circa 7 per dimezzarla sulla plastica. Questo dato si associava a un tempo decisamente più lungo, rispetto ai primi due materiali, per osservare un completo azzeramento dell'infettività: almeno 48 ore per l'acciaio e 72 per la plastica. Il rischio, quindi, diminuisce notevolmente al passare delle ore ma non si annulla se non dopo qualche giorno".

"Il dato - sottolinea il virologo - è importante, ma ancora preliminare e da confermarsi con altri esperimenti. In ogni caso, e a maggior ragione, noi continuiamo con il solito mantra: isolamento sociale (nostro), massima igiene delle mani e delle superfici (ricordiamo che il virus è completamente inattivato da acqua e sapone e da altri detergenti) e evitiamo di toccarci (e farci toccare) il viso".