Business d'oro da 60 milioni l'anno, l'identikit della tv pirata

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Oltre 5 milioni di utenti solo in Italia, per un giro d’affari stimato in circa 60 milioni di euro annui. Questi i numeri, secondo gli investigatori, della piattaforma illegale finita nel mirino dell'operazione, coordinata dalla procura di Napoli e messa a segno oggi dalla guardia di finanza contro le tv pirata.  

I server, dispositivi ad ultrapotenza allocati all'estero, hanno consentito una diffusione capillare del segnale in tutta Europa. 

Tra i numerosi dati, spiccano quelli relativi alle persone coinvolte - circa 5.000.000 di utenti solo in Italia - e alle IPTV bloccate 30, per un volume di affari stimato che supera i 2 milioni di euro al mese. Questi inoltre hanno portato alla luce circa 200 conti PayPal, postepay, conti correlati bancari e wallet bit coin, attualmente ancora oggetto d'indagine. Sequestrati poi 200 server e 80 domini, mentre risultano essere 20 le perquisizioni effettuate all'interno sedi di società e provider in tutta Europa.  

Di gran lunga ricca e articolata anche l'infrastruttura criminale diroccata dal corpus della Polizia di stato, la quale si organizza su schema a base piramidale e si caratterizza per la presenza di numerosi soggetti non sempre residenti nello stesso paese, e non necessariamente noti gli uni agli altri. Stando alle indagini, questi si legherebbero stabilmente per costruire della vera e propria infrastruttura illecita; in primo luogo, alcuni contenuti protetti da copyright, vengono acquistati lecitamente e in seguito, grazie al potenziale schema organizzativo, vengono convertiti in dati informatici e convogliati in flussi video/audio messi successivamente a disposizione ad utenti finali che necessitano solo di una connessione internet domestica e di dispositivi di ricezione del segnale. 

Le IPTV compongono un vero e proprio universo illegale, insidioso, gestito dalla criminalità organizzata nazionale ed estera, di cui non tutti conoscono i rischi. Non è molto noto infatti che potrebbe esserci la possibilità che il "Pezzotto" posizionato all'interno delle nostre abitazioni, online nella wifi domestica, possa provocare anche un'intrusione nei sistemi informatici connessi e quindi un'operazione di spiaggio di tutte le nostre azioni.