Bussolati (pd): giunta spenda soldi lombardi in iniziative utili

Mda
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Milano, 21 nov. (askanews) - "Massimo Boldi ha dichiarato 'usano la mascherina per tapparci la bocca'. Quando il Governo ha istituito la zona rossa e Fontana è diventato un agitatore anti restrizioni, ha dichiarato: "mi fido solo di Fontana". Ed ecco che diventa testimonial dei 160 milioni promessi da Regione ad alcune categorie produttive al suon di 'cipollini' e tutto l'armamentario, non proprio di primo pelo". Lo scrive Pietro Bussolati, consigliere regionale lombardo e componente della segretaria nazionale Pd, su Facebook. Bussolati rivolge alla Giunta Fontana 3 domande: "Nel 2020 arriveranno solo 40 milioni dei 160 (un quarto), destinati solo alle micro imprese, che sono 50mila. Dato che i soldi stanziati non basteranno per le richieste, sarà un click day? Cosa accadrà a chi ha fatto domanda e rimarrà escluso?". E aggiunge: "I sistemi informatici di Regione Lombardia hanno già fatto cilecca nella fase di profilazione venerdì, e hanno fatto cilecca per le richieste di Cassa Integrazione in deroga (causando immensi ritardi nell'erogazione delle risorse ai lavoratori lombardi). Succederà la stessa cosa per questi fondi?". Infine: "Fontana ha detto che questa erogazione servirebbe a chi non riceve i contributi statali. Per la gran parte non è vero, e la stragrande maggioranza delle Partite IVA non riceverà un euro, oltre ad essere gli ultimi a riceverne. Restano esclusi diversi settori certamente impattati, ad esempio negozi di registrazioni musicali e video, commercio all'ingrosso, agenti rappresentanti, ceramiche e piastrelle, sistemi di sicurezza, articoli sportivi, mense e catering ecc.". Bussolati imputa Regione Lombardia di aver sbagliato a calcolare i numeri dei tassisti, "dichiarando che sono 3900, ma in realtà sono 7400 (fonte Camera di Commercio) dei quali Regione ne gestisce da sola 5300 nel bacino aeroportuale. Pertanto - osserva - non si sa cosa accadrà su tutti quelli che non verranno conteggiati" E chiede di "evitare di spendere i soldi dei contribuenti lombardi in pubblicità, ma in iniziative utili a salvare e rilanciare il Lavoro e l'impresa".