Buste esplosive a Roma: si segue la pista anarchica

Poste Italiane sign outside post office, Italy, photo

Dietro le tre buste bomba che tra domenica 1 e lunedì 2 marzo hanno ferito tre donne a Roma e Fiumicino potrebbe esserci un gruppo terrorista di matrice anarchica antimilitarista. È quanto è stato ipotizzato in Procura a Roma nella riunione tra i pm, i carabinieri del Ros e della Digos che si stanno occupando del caso.

Secondo gli inquirenti non è possibile escludere che ci siano altre buste bomba in circolazione e per questo hanno allertato Poste Italiane, affinché vengano messi in atto i controlli del caso, soprattutto per i pacchi che transitano dal centro di smistamento di Fiumicino. Proprio qui, infatti, è avvenuta l’esplosione di una delle tre buste, ferendo un’impiegata che ha riportato dieci giorni di prognosi.

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Cosa si sa per il momento: 

  • Non è ancora arrivata alcuna rivendicazione del gesto.

  • Le buste esplosive erano tutte e tre gialle e di tipo A4.

  • Sulle tre buste erano presenti tre diversi mittenti che erano però noti alle tre destinatarie.

  • Non sono stati trovati legami di alcun tipo tra le tre destinatarie.

  • Secondo gli inquirenti, le buste sono state chiuse da un'unica mano, con l’esplosivo in scatolette di legno all’interno della busta stessa.

  • Sempre secondo gli inquirenti, l’esplosivo sarebbe “idoneo ad offendere” ma non ad uccidere.

  • Il carattere utilizzato per scrivere gli indirizzi era uguale per tutte e tre le buste.

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