C'è stata una corsa a scaricare app per investire in criptovalute

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AGI - La finanza tira, soprattutto se è crypto. I primi sei mesi del 2021 sono stati da record per le app di risparmio gestito. I download in Europa sono stati 90,2 milioni, più che triplicati rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Le installazioni – evidenzia il rapporto “The State of Asset Management Apps in Europe 2021 di Sensor Tower - sono cresciute sia per le applicazioni di advisory (cioè consulenza) che per le multi-asset (che scambiano classi d'investimento diverse). Ma nulla a che vedere con l'esplosione delle app per la compravendita di criptovalute, che hanno rappresentato il 63% dei download (erano il 28% nel 2020). Tra le dieci app più installate, otto (comprese le prime quattro) riguardano le monete digitali.

Com'è cambiato il mercato

Le app di trading multi-asset, che avevano dominato il mercato con una quota di installazioni vicina al 50%, nel primo semestre 2021 sono calate al 21%. Anche le app di consulenza hanno perso quota, dal 21% al 13%. Francia, Italia e Regno Unito mostrano distribuzioni simili: circa due download su tre riguardano il mondo crypto. Più caute Germania (una su due) e Russia (unico Stato tra quelli analizzati dove le app multi-asset mantengono il primato). Particolarmente entusiasta la Turchia (che tocca il 76% delle installazioni).

Attenzione ai numeri, però. Il crollo della porzione di mercato coperta da multi-asset e advisory non dipende dal calo dei download. Anzi: nel primo semestre 2021 la loro crescita, spiega il rapporto, è stata “robusta”, anche alla voce utenti attivi. Semplicemente, l'ondata di installazioni per lo scambio di criptovalute è stata di dimensioni tali da diluire la quota delle altre app.

Un pubblico di investitori nuovi

Non sembra esserci stata, quindi, una migrazione di investitori quanto piuttosto l'arrivo di un pubblico nuovo. Non è un problema di per sé: lo diventa se questa platea di neofiti dovesse dimostrarsi poco informata. Il rischio c'è. Secondo Sensor Tower, il picco dei download si è registrato a metà aprile, proprio nei giorni in cui il valore del Bitcoin aggiornava i suoi massimi. A giugno è arrivata una brusca frenata delle installazioni, in linea con un deprezzamento della criptovaluta più diffusa. In altre parole: i download delle app hanno seguito l'andamento dei Bitcoin. L'interesse aumenta se il valore sale.

È vero: storicamente, maggio e giugno sono mesi più deboli dei precedenti; e molto probabilmente - oltre alla volontà degli utenti - hanno pesato le strette di alcuni Paesi su alcune piattaforme. Tuttavia, anche se non è possibile sapere se l'installazione si sia tradotta in investimento (ai massimi), i dati suggeriscono  il ritorno di un comportamento emotivo ricorrente (ma sempre più costoso) nel mondo crypto: la cosiddetta Fomo (Fear of missing out), la paura di essere tagliati fuori e perdere un'occasione. Non proprio una strategia d'investimento avveduta. Anzi, non proprio una strategia d'investimento.

Un mercato concentrato

L'enorme crescita non corrisponde a una maggiore apertura. Tutt'altro. “Il mercato delle criptovalute – afferma il rapporto - è diventato meno concorrenziale”. Nonostante la forte crescita (tra le altre) di Paribu, Coinbase, Crypto.com e BtcTurk, c'è una dominatrice: Binance. Anche nelle altre categorie c'è un chiaro leader: Tinkoff Investments ha una quota del 40% tra le app multi-asset e Investing.com ha il 42% nell'advisory. Binance però ha fatto di più, attirando quasi un'installazione su due. Primeggia in tutti i Paesi analizzati, salvo Austria (dove ha primeggiato Bitpanda) e Romania (dove ha prevalso Crypto.com).

C'è quindi un pubblico ampio, in buona parte nuovo, che vuole entrare nel mondo crypto. Per farlo, passa da un imbuto formato da poche piattaforme. Al di là delle accuse (da dimostrare) di manipolazione del mercato rivolte a Binance, è un fatto che una crescente concentrazione degli exchange incrini quell'ideale di libertà e disintermediazione assolute cui ambiva il protocollo di Satoshi Nakamoto. 

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