C'è stato un golpe in Burkina Faso. Di nuovo

Olympia DE MAISMONT / AFP

AGI - Il Burkina Faso ha subito il secondo colpo di Stato in otto mesi: il tenente colonnello Paul-Henri Sandaogo Damiba, salito al potere con un colpo di Stato alla fine di gennaio, è stato rimosso dall'incarico dai militari. Aggiungendo i due putsch in Mali e quello in Guinea, questo e' il quinto colpo di Stato in Africa occidentale dal 2020.

Dopo una giornata segnata dagli spari nel quartiere presidenziale di Ouagadougou, una quindicina di soldati in borghese e alcuni incappucciati hanno preso la parola in diretta alla radiotelevisione nazionale. In un comunicato letto da un capitano, l'esercito ha dichiarato che "il tenente colonnello Damiba è stato destituito da presidente del Movimento patriottico per la salvaguardia e la restaurazione" (MPSR), l'organo di governo della giunta.

Il nuovo uomo forte del Paese, nominato presidente dell'MPSR, è ora il capitano Ibrahim Traore: 34 anni, era finora a capo dell'unità di forze speciali anti-jihadiste "Cobra" nella regione settentrionale di Kaya. I golpisti hanno inoltre annunciato la chiusura delle frontiere terrestri e aeree del Paese a partire dalla mezzanotte, la sospensione della Costituzione e lo scioglimento del governo e dell'assemblea legislativa di transizione. È in vigore anche un coprifuoco dalle 21:00 alle 05:00.

I militari hanno lamentato "il continuo deterioramento della situazione della sicurezza" nel Paese. "Abbiamo deciso di assumerci le nostre responsabilità, guidati da un unico ideale, il ripristino della sicurezza e dell'integrità del nostro territorio", hanno dichiarato. "Il nostro ideale comune è stato tradito dal nostro leader in cui avevamo riposto tutta la nostra fiducia. Lungi dal liberare i territori occupati, le aree un tempo pacifiche sono passate sotto il controllo dei terroristi", hanno affermato.

Quando è salito al potere il 24 gennaio, Damiba ha promesso di fare della sicurezza la sua priorità in un Paese che da anni è tormentato da sanguinosi attacchi jihadisti. Ma negli ultimi mesi sono aumentati, soprattutto al nord. I golpisti hanno promesso di riunire "le forze attive della nazione" per designare un "nuovo presidente civile o militare del Faso".

L'Unione Europea ha espresso la propria "preoccupazione", lo stesso sentimento degli Stati Uniti, che si sono detti "estremamente preoccupati" per la situazione a Ouagadougou e hanno invitato i propri cittadini a limitare i propri spostamenti.

Venerdì è stata una giornata di tensione nella capitale, con spari uditi prima dell'alba nel quartiere che ospita la presidenza e la sede della giunta, secondo diversi testimoni, e poi di nuovo nel primo pomeriggio. Diverse strade della città sono state bloccate per tutto il giorno dai soldati appostati ai principali incroci della città, anche davanti alla sede della televisione nazionale.

Poi, poco prima dell'annuncio televisivo, in alcune zone della capitale è stata dispiegata un'ingente presenza militare. Nel pomeriggio, diverse centinaia di persone, alcune con bandiere russe in mano, si sono riunite nella piazza principale della Nazione a Ouagadougou per chiedere la cooperazione militare con la Russia, rifiutare la presenza militare francese nel Sahel e chiedere la partenza del tenente colonnello Damiba.

A gennaio il colpo di Stato guidato dal tenente colonnello Damiba, rovescià il presidente eletto Roch Marc Christian Kaboré, già impopolare di fronte all'aumento degli attacchi jihadisti. Ma negli ultimi mesi gli attacchi mortali, che hanno colpito decine di civili e soldati, si sono moltiplicati nel nord e nell'est del Paese, dove le città sono ora sottoposte a un blocco da parte dei jihadisti, che fanno saltare in aria i ponti e attaccano i convogli di rifornimento che attraversano l'area.