C'è stato un grosso incendio in un'industria di cannabis light nel Milanese. Grave il titolare

maria teresa santaguida

A far partire le fiamme può essere stato un banale errore, la classica cicca di sigaretta o un condizionatore guasto, ma su questo non c'è ancora nessuna certezza; è invece chiaro quello che è successo immediatamente dopo: le fiamme hanno raggiunto circa 5mila bombolette di butano stoccate nel capannone, che sono esplose provocando danni anche alle finestre delle ditte vicine.

E' così che è andata a fuoco oggi pomeriggio intorno alle 15:45 una ditta di prodotti derivanti dalla canapa a Trezzano sul Naviglio, alle porte sud di Milano. La Tree of Light lavorava e commercializzava prodotti destinati poi a rivenditori e tabaccai. Sono state proprio le bombolette contenenti il gas a causare l'esplosione dirompente, che è stata sentita in tutto l'area circostante; quindi le fiamme che si sono alzate per 10 metri.

Il butano, usato per estrarre l'olio di cannabis light, che viene commercializzato nei punti vendita e presso i tabaccai ha funzionato da propellente.  A rimanere coinvolti nell'incendio due fratelli giovanissimi proprietari della fabbrica: 20 e 26 anni, Sergio e Giuseppe Palumbo, che lavoravano all'interno; il più anziano figura come titolare legale.

I due si trovavano hanno anche cercato di spegnere le fiamme con una estintore, senza riuscirci: quando il fuoco ha raggiunto i loro vestiti hanno dovuto allontanarsi e uscire. Nel frattempo però le fiamme li avevano avvolti completamente: sembravano “torce umane” hanno raccontato alcuni testimoni. Più grave il 26enne che ha riportato ustioni di terzo grado su tutto il corpo ed è stato soccorso dal 118 con un elicottero, per poi essere portato all'ospedale San Gerardo di Monza in codice rosso. Ustioni di secondo grado e una frattura del femore per il fratello più giovane, che si trova invece al Niguarda.

Leggermente ferito anche un amico dei due, che si trovava nella ditta al momento dell'incendio, un 66enne. Cinque ambulanze e una ventina di mezzi di vigili del fuoco sono arrivati sul posto in meno di 15 minuti: i pompieri sono riusciti a contenere le fiamme, che già attorno alle 17 erano state spente, senza che venissero “rilasciate sostanze tossiche”.

Il sindaco di Trezzano sul Naviglio, Fabio Bottero, è poi riuscito a rassicurare anche sulle conseguenze per l'ambiente: “Non sono presenti tetti di Ethernit, dunque l'area è sicura”, ha affermato arrivando sul posto, in viale Edison 36. Una volta spento il rogo i carabinieri della Compagnia di Corsico hanno proceduto ai rilievi nella ditta, chiedendo il sequestro dell'area e indagando sulla proprietà.

E' così emerso che il giovane titolare della Tree of light, Giuseppe Palumbo, risultato anche il più grave ferito, aveva precedenti per droga, ma aveva da tempo saldato il suo debito con la giustizia. Dopo un periodo passato ad Amsterdam, aveva deciso di dedicarsi al commercio e alla lavorazione della cannabis legale. I due fratelli erano proprietari non solo del capannone invaso dalle fiamme oggi, ma anche di un'altra struttura di fronte. Proprio in questa, qualche mese fa, erano stati effettuati dei controlli da parte dei Nas, che avevano riscontrato irregolarità nello stoccaggio della canapa sativa, acquistata in grande quantità per le lavorazioni.

Una tonnellata di materiale che non era conservato secondo le regole, anzi era ammassato in modo confuso. Inoltre le partite di cannabis non erano contrassegnate dalle relative bolle che indicano la quantità di principio attivo presente nelle foglie.  Da verificare anche l'uso del butano presente nelle bombolette esplose: è utilizzato per estrarre l'olio di cannabis, secondo procedure non ben definito.

Con il moltiplicarsi dei negozi che rivendono i prodotti alla marijana light, la richiesta di questo gas ha avuto di recente un picco. Tuttavia, data la pericolosità del materiale, la non chiarezza della norma e lo scarso uso di procedure di sicurezza nelle ditte che lo trattano, è aumentata di conseguenza anche la sua pericolosità