C'è una nuova traduzione della tavoletta di Nazareth, e non parla di Cristo

Una nuova traduzione della tavoletta di circa 2.000 anni fa, considerata una delle prime testimonianze della rivendicazione cristiana della resurrezione di Gesù, potrebbe aprire la strada a un'interpretazione completamente diversa, non collegata al cristianesimo.

Il team guidato da Kyle Harper dell'Università dell'Oklahoma ha pubblicato un articolo sul Journal of Archaeological Science: Reports, sostenendo che l'origine della tavoletta sia riconducibile all'isola greca di Kos, e non Nazareth, come ritenuto in precedenza. L'iscrizione, inoltre, farebbe riferimento alla profanazione della tomba di un sovrano di Kos e non alla resurrezione di Gesù, come rivendicavano alcuni credenti, convinti che l'oggetto rappresentasse una delle prime testimonianze del cristianesimo.

"Era del tutto inaspettato che la tavoletta provenisse da Kos", commenta Harper, sottolineando che la loro teoria non è ancora verificata, ma si tratta al momento dell'ipotesi più plausibile. "Collegare il marmo della tavola nota come Iscrizione di Nazareth all'isola greca è stata una novità assoluta", aggiunge Christopher Jones dell'Università di Harvard, esperto di iscrizioni greco-romane, non direttamente coinvolto nello studio. 

 "L'ipotesi di questa ricerca è che il testo faccia riferimento alla profanazione della tomba di Nikias, un generale romano e sostenitore del generale Marco Antonio. Non sappiamo perché dovrebbe essere avvenuto un attacco alla sua tomba", prosegue il ricercatore. "La profanazione della tomba di Nikias potrebbe essere stata unica nel suo genere, ma sicuramente non si tratta di una pratica inusuale", ribatte John Bodel, storico della Roma antica presso l'Università di Providence.

Il team di ha analizzato i campioni di polvere marmorea prelevati dal retro della tavoletta, per studiarne la composizione e ricavarne la provenienza. "I dati indicano una sorprendente vicinanza con gli oggetti rinvenuti sull'isola di Kos", dichiara Harper. "È molto probabile che l'oggetto noto come Iscrizione di Nazareth sia in realtà originario dell'isola greca, visti i dati rinvenuti, ma per avere la certezza della validità di questa tesi saranno necessari ulteriori test", precisa Robert Tykot, archeologo presso l'Università della Florida del Sud.