C'è un'intesa sul clima. L'appello di Draghi: "Le divergenze non riducano le ambizioni

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AGI - "In questa stanza, abbiamo opinioni diverse su quanto rapidamente dobbiamo iniziare ad agire e sulla velocità con cui dobbiamo cambiare rotta" sul clima. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, aprendo la seconda giornata di lavori del vertice del G20.

"Le economie emergenti provano risentimento per i paesi ricchi, per quanto hanno inquinato in passato, e chiedono aiuti finanziari per essere sostenuti in questa transizione - ha aggiunto Draghi - si chiedono anche se gli impegni che prenderemo siano davvero credibili, visti i nostri fallimenti precedenti. Dobbiamo ascoltare queste preoccupazioni e agire di conseguenza, ma non possiamo sacrificare la nostra ambizione collettiva"

"Le decisioni che prendiamo oggi avranno un impatto diretto sul successo del vertice sul clima di Glasgow" ha detto ancora, "La crisi climatica è il problema decisivo dei nostri tempi. Mette in pericolo il nostro sostentamento, minaccia la nostra prosperità, mette a rischio il nostro futuro. Con lo scioglimento dei ghiacciai, l'innalzamento del livello del mare e gli eventi meteorologici estremi che si verificano sempre pià frequentemente, ci troviamo di fronte a una scelta semplice. Possiamo agire ora o pentircene in seguito".

"Con l'accordo di Parigi, ci siamo impegnati ad affrontare collettivamente il riscaldamento globale. Ma i passi in avanti che abbiamo intrapreso da allora si sono rivelati insufficienti. Gli scienziati ci dicono che - con le politiche attuali - le conseguenze del cambiamento climatico per l'ambiente e la popolazione mondiale saranno catastrofiche. Il costo dell'azione - per quanto alto possa sembrare - è banale rispetto al prezzo dell'inerzia", ha aggiunto Draghi. "Ieri ho affermato che le questioni globali più urgenti richiedono una risposta multilaterale. La lotta al cambiamento climatico coinvolge, letteralmente, il mondo intero. Restiamo uniti, nel successo e nel fallimento. E, come G20, abbiamo la responsabilità di mostrare leadership e guidare il mondo verso un futuro più sostenibile", ha concluso.

Cosa dice l'accordo

I leader del G20 si impegnano di fatto a un lavoro collettivo per il successo della Conferenza sul clima di Glasgow e al "pieno rispetto" degli Accordi di Parigi del 2015, si legge nella bozza della dichiarazione finale del vertice.

Durante la seconda sessione del vertice del G20, incentrata sul tema dell'ambiente e del cambiamento climatico, tutti i leader hanno comunicato nei rispettivi interventi un forte senso di urgenza per l'inasprimento della crisi climatica. Lo fanno sapere fonti italiane a margine dei lavori del summit. L'ultimo report dell'Intergovernmental Panel on Climate Change delle Nazioni Unite, citato da quasi tutti i leader intervenuti, fa capire al mondo che non c'è più tempo da perdere per attuare un'efficace, rapida ed equa transizione ecologica, hanno aggiunto le stesse fonti.

Il multilateralismo, principio cardine citato da Mario Draghi nei suoi interventi, "è stato invocato in modo ampio e trasversale come imprescindibile per contrastare in modo efficace il cambiamento climatico". Lo fanno sapere fonti italiane. Secondo le stesse fonti molti leader hanno citato il G20 come principale promotore del multilateralismo: il presidente russo Vladimir Putin, ad esempio, ha dichiarato che il G20 deve essere leader nello stabilire regole chiare, uniformi e trasparenti.

"Questo G20 è di importanza cruciale, avviene alla vigilia della COP26", "Stiamo mandando un messaggio molto chiaro: siamo ancora più ambiziosi rispetto all'Accordo di Parigi" ha detto da parte sua la cancelliera tedesca, Angela Merkel

L'appello di Draghi

Mario Draghi, ha lanciato un nuovo appello ai partner ad agire in fretta, pena "il fallimento e il disastro". "La lotta al cambiamento climatico è la sfida decisiva dei nostri tempi - ha esordito aprendo l'evento 'Il ruolo del settore privato nella lotta ai cambiamenti climatici' alla presenza del principe di Galles Carlo d'Inghilterra - o agiamo ora, affrontando i costi della transizione e riuscendo a portare la nostra economia su un percorso più sostenibile, oppure rimandiamo l'azione, pagando un prezzo molto più alto in seguito e rischiando di fallire".

Draghi ha citato i dati dell'Onu e l'ultimo rapporto del Gruppo intergovernativo delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, secondo cui "dobbiamo effettuare riduzioni immediate, rapide e sostanziali alle emissioni per evitare conseguenze disastrose". Il premier si è rivolto poi, senza citarli esplicitamente, ai paesi come India, Cina, Russia che più fanno resistenza a siglare un impegno scritto sul taglio delle emissioni: "Alcuni di noi si chiedono perché stiamo portando il nostro obiettivo climatico da 2 gradi a 1,5 gradi. Come mai? Perché lo dice la scienza".

"Dobbiamo ascoltare gli avvertimenti provenienti dalla comunità scientifica globale; affrontare la crisi climatica in questo decennio e onorare l'Accordo di Parigi e l'Agenda per lo sviluppo sostenibile 2030", continua. La transizione energetica e climatica non riguarda solo l'ambiente, ma la stessa economia, ha ribadito Draghi: "il passaggio all'energia pulita è fondamentale per ottenere le necessarie riduzioni delle emissioni di gas serra, non possiamo più rimandare tutto questo. Questa transizione richiede uno sforzo significativo e i governi devono essere pronti a sostenere i propri cittadini e le imprese attraverso di essa, ma offre anche opportunità per stimolare la crescita, creare posti di lavoro e ridurre le disuguaglianze".

 

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