Caccia, Arci: apertura consacra il nostro amore per la natura -2-

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Roma, 30 ago. (askanews) - "Non vogliamo ignorare che, troppo spesso, il sistema di gestione faunistica, anche venatorio, ha viaggiato a 'luci spente'. La sobrietà è un valore universalmente riconosciuto: nel governo degli enti gestori dei diversi ambiti venatori, di contro, si è inseguito il "consumismo sterile" e populistico. L'elettoralismo non gratifica il cacciatore o l'agricoltore. La conservazione della biodiversità per la quale i cacciatori pagano consapevolmente più tasse di altri cittadini è un problema sottovalutato".

"Tra gli 'umani' sono gli umili i più vicini alla terra. Gli uomini della 'catena di comando' della gestione faunistica perseguono obiettivi talvolta non corrispondenti alle esigenze del benessere faunistico dei territori e all'importanza del paesaggio rurale italiano, così grazie al lavoro degli agricoltori che offrono questa ricchezza ai cittadini italiani. Alle istituzioni tutte non chiediamo altro che di abolire dal loro 'dire', la propaganda e la pubblicità ingannevole in cambio di sedi di confronto trasparente, contrattazione e concertazione, per dare risposte concrete all'agricoltura, alla conservazione della biodiversità".

Il presidente dell'Arci Caccia continua: "La politica o è strategia globale e concretezza delle risposte locali, oppure non è modalità di governo. Tra coloro che ne sono più consapevoli ci sono i cacciatori. L'Arci Caccia ha messo nelle proprie linee di indirizzo l'essere 'sindacato dei cacciatori' ma è ed ambisce sempre di più ad essere anche 'sindacato dei cittadini' affinchè non si sia sordi e ciechi, tolleranti verso gli scempi che si compiono sul creato. Se vinceremo tutti, vincerà la caccia per sempre".