A caccia del gas israeliano

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AGI - Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, vola in visita ufficiale in Israele e Palestina: il conflitto in Ucraina e le conseguenze nel quadrante del Medio oriente; la sicurezza alimentare con la necessità di scongiurare la crisi in atto, i temi energetici, sono, fra l'altro, gli argomenti sul tavolo negli incontri con le massime Istituzioni. Il premier lavora a sbloccare la guerra del grano e a garantire la sicurezza energetica all'Italia.

Per Draghi saranno due settimane dense di impegni internazionali: oltre al Consiglio europeo del 23 e 24 giugno, l'appuntamento è il G7 in Germania che si svolgerà al 26 al 28 giugno, nel castello di Elmau. E ancora: il vertice Nato in Spagna, la visita ad Ankara e poi quella ad Algeri.

Possibile il viaggio a Kiev insieme al Cancelliere tedesco Scholz e al presidente francese Macron. Missione che il quotidiano 'La Stampa' dà come imminente, giaà giovedì prossimo, 16 giugno, prima che il Consiglio Ue si riunisca per decidere sulla richiesta Ucraina di essere candidata all'ingresso in Europa.

Intanto, con una lettera al direttore, il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, difende il ruolo de 'La Stampa' nell'informazione sulla guerra "che Putin sta portando avanti senza scrupoli". Di Maio rileva: "non accettiamo lezioni di giornalismo da chi non permette ai cittadini di manifestare liberamente o ai giornalisti di parlare di una guerra'".

Nelle scorse ore non è cessata, nel frattempo, la polemica sul viaggio a Mosca del leader della Lega, Matteo Salvini che, prima di recarsi al seggio elettorale, ha nuovamente replicato: "Il viaggioè' stato pagato dalla Lega, io non ho dei rubli e non posso fare il biglietto aereo pagando con quella moneta. Ho lavorato e sto lavorando per la pace a testa alta a nostre spese, economiche e politiche e lo farò ancora nei prossimi giorni. "Poi se qualcuno fa insinuazioni strane su questioni economiche - ha aggiunto Salvini - ne parleranno gli avvocati perché ci metto la faccia e il portafoglio".

Tutta la vicenda è, di fatto, un non caso, secondo il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi che, interpellato in proposito, ha replicato: "L'ambasciata russa era intervenuta perché con Aeroflot c'erano somme in più da pagare. Comunque quando Salvini lo ha saputo ha restituito i soldi. Quindi il caso non esiste". 



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