Caccia, Lav: domenica ricominciano le uccisioni degli animali

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Roma, 30 ago. (askanews) - Anche quest'anno, da domenica 1 settembre, l'apertura "anticipata" della stagione di caccia - prevista per legge alla terza domenica di settembre di ogni anno - sarà massiccia e coinvolgerà quasi tutte le Regioni e Province autonome, a esclusione della Liguria. "Mentre il tema della tutela della natura è al centro dell'agenda nazionale e internazionale sotto la spinta di gravi emergenze ambientali e di movimenti come Friday for Future, in Italia invece di preservare l'ambiente dalle stragi di caccia, nulla sembra cambiare e si tornerà a sparare quindi già da domenica prossima, in sostanziale assenza di controlli, oppure con controlli incredibilmente affidati agli stessi cacciatori". Così afferma in una nota la Lav, l'associazione animalista ed ambientalista.

"Il riordino delle Province, deciso pochi anni fa da uno degli ultimi Governi, ha determinato in molti casi l'azzeramento dei corpi di Polizia Provinciale, deputati ai controlli venatori. È facile immaginare che in queste condizioni si tratterà di una vera e propria mattanza, e come essere certi che si limiti alle sole specie cacciabili in regime di preapertura?".

Insomma, spiega Massimo Vitturi, responsabile LAV Animali Selvatici: "Le preaperture non sono affatto obbligatorie tuttavia, in gran parte delle Regioni d'Italia, non passa anno che esse non siano concesse che, nella continua ricerca di consenso politico, sono disposti a sacrificare la vita di milioni di animali, una mattanza grave tanto sotto l'aspetto etico, tanto sotto il profilo dell'equilibrio ambientale".

Sempre secondo la Lav "l'atteggiamento compiacente di alcuni amministratori verso le richieste dei cacciatori, è dimostrato proprio in questi giorni dalla Regione Marche, dove un nostro intervento al TAR di Ancona, ha consentito di sospendere le preaperture. Ora, ci auguriamo che la Giunta regionale non stia pensando di emettere una nuova delibera che, in violazione della decisione del TAR, consenta comunque l'apertura della caccia fin dal 1° settembre".

E "consentire di sparare fin dal primo settembre, oltre a comportare l'uccisione di un maggior numero di animali, determina un grave impatto sugli equilibri ambientali e costituisce un grave rischio per i tanti turisti ancora in vacanza in questo periodo. Una concessione che accomuna trasversalmente tutte le forze politiche, senza distinzione di colore, unite nel concedere sempre qualcosa in più ai fucili dei cacciatori".

Dal 1 settembre al 31 dicembre 2018 l'Associazione Vittime della Caccia (http://www.vittimedellacaccia.org) ha contato ben 65 vittime umane (16 morti e 49 feriti, tra cui anche due bambini) a causa della caccia: gli incidenti di caccia sono frequenti, così come sono frequenti le invasioni ai danni delle proprietà private.