Cacciari: "Si teme ascesa di Conte, voto anticipato? Ma siamo matti..."

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Massimo Cacciari commenta le turbolenze di governo e l'ipotesi di elezioni anticipate ai microfoni della trasmissione 'L’Italia s’è desta', su Radio Cusano Campus: "Credo che, al di là dello stato confusionale che caratterizza la politica italiana da tanti anni, ci siano dei fattori molto semplici che spiegano la cosa. Tutte le forze politiche - spiega il filosofo - temono l’ascesa e il rafforzamento della figura del Presidente del Consiglio. Non è soltanto Renzi, che dà voce ad un disagio generale, che è sia del Pd sia del M5S. Non capiscono bene quale sia il gioco politico che sta facendo Conte. Secondo me non sta facendo niente di particolare, certo è un uomo che ha dimostrato di amare molto il potere, passando da essere alleato di Salvini a portarlo in tribunale nell’arco di 4 mesi, vuol dire che è pronto a tutto. Bisogna riconoscergli delle capacità nella gestione dell’epidemia perché, in un Paese che si è fatto trovare totalmente impreparato, lui aumenta la popolarità, quindi è sicuramente un uomo abile".

E sull'ipotesi di "un voto anticipato in questa situazione assolutamente no, ma siamo matti? Mattarella lo impedirebbe, ma neanche i partiti di maggioranza lo vogliono, è tutto un gioco di posizionamento, che finisce sempre con pseudo-accordi che neanche si capiscono. E’ impensabile che se ne vadano, qualsiasi cosa faccia Conte”.

"I problemi ci saranno con il Recovery Plan. Le forze politiche che non hanno le carte buone in mano - prosegue - si agitano perché capiscono che la smazzata non gli è favorevole. Cercano di posizionarsi al meglio possibile senza capire che di queste cose all’opinione pubblica non interessa nulla, o addirittura ormai hanno la nausea. In Europa temono molto che l’Italia arrivi con un piano irricevibile e siano costretti ad aprire un contenzioso con noi che è l’ultima cosa che vogliono perché una crisi con l’Italia sarebbe la fine dell’Ue. Sono terrorizzati che l’Italia presenti un piano basato solo sull’assistenza. E non hanno altro interlocutore che Conte".

Per Cacciari, "il rischio è enorme. Anche per questo Conte cerca di avere un appoggio tecnico e competente. Non condivido comunque questa scelta dei tecnici perché peggiorerà ulteriormente le condizioni della nostra amministrazione, che se si sentirà bypassata, lavorerà ancora peggio. Detto questo lo capisco perché se non ce la fa a mettere mano ad una riforma della nostra amministrazione dovrà appellarsi a risorse che nell’amministrazione non trova. Al momento non c’è nessun piano, ci sono solo degli slogan, di una vaghezza assoluta”, spiega, aggiungendo: "Una persona come Draghi non credo verrebbe a dirigere una baracca con forze politiche di questo genere e con una maggioranza così fragile. Non vuole fare come Monti. Draghi è spendibile soltanto come Presidente della Repubblica nel 2022. Draghi sta cercando di affiancare il governo, ci ha salvato la baracca in passato e continua a darci la mano".

Poi la stoccata ai dem. "Questo Pd - dice Cacciari - è un partito per modo di dire perché ha un segretario debolissimo che non ha una maggioranza parlamentare, quindi è bloccato nelle sue iniziative, non riesce nemmeno ad organizzare decentemente un congresso. In alcune regioni fondamentali del Paese non ha rappresentanza. Emiliano e De Luca sono personaggi del tutto anomali rispetto al partito, non si può pensare che nel 2021 un partito possa puntare su De Luca. E’ una somma di debolezze, da cui si può uscire solo rinnovando completamente la classe dirigente. Il Pd è governativo nell’essenza, non regge un ruolo di opposizione, lo ha dimostrato, veda la debolezza patetica del suo ruolo di opposizione quando c’era il governo gialloverde".