Cadavere nel lago d’Iseo, è solidificato: riconoscimento complesso

cadavere nel lago d'Iseo

Si complicano le indagini relative al cadavere ritrovato all’interno di una Ford Fiesta a Tavernola Bergamasca, nelle acque del lago d’Iseo. La vettura è stata rinvenuta a una profondità di 80 metri e il cadavere è stato affidato agli esperti dell’istituto Labanof di Milano, che si sarebbero dovuto occupare del riconoscimento. Stando alle prime informazioni, la salma sarebbe in pessime condizioni, come se fosse solidificata e gli esperti hanno riferito di non aver mai lavorato su una salma simile, rimasta per 15 anni sul fondo di un lago.

Cadavere nel lago d’Iseo

Nei giorni scorsi, i primi resoconti sugli accertamenti autoptici hanno messo in evidenza alcune complicanze sopraggiunte nel corso degli esami. I tessuti sono risultati essere talmente duri da costringere i medici ad utilizzare, al posto del consueto bisturi, delle seghe. Il lavoro si è rivelato molto complesso e i medici hanno richiesto di poter procedere a fasi. Una sezione del cadavere è stata prelevata dai Ris di Parma che dovranno provare ad estrarre il Dna, confrontarlo con quello di Diego Tilott e confermare o smentire l’identità attribuita per il momento al corpo.

Proseguono le indagini

Intanto i carabinieri del comando di Bergamo stanno proseguendo le indagini battendo diverse piste del tentativo di confermare l’identità della vittima. Sono stati sequestrati i documenti che Rosario Tilotta presentò all’Inps per richiedere la pensione con l’obiettivo di capire se ci siano referti medici che evidenzino problemi particolari e per poter operare un ulteriore confronto con il cadavere. Al momento gli esperti non sono ancora stati in grado di evidenziare eventuali segni di violenza, così come non è chiara la causa del decesso. L’ingegnere Paolo Panzeri è stato invece incaricato di analizzare gli interni e l’esterno dell’auto nel quale il cadavere è stato ritrovato.