Cadaveri di migranti riemersi a Lampedusa: naufragati il 23 novembre

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Macabro ritrovamento nelle acque dell’isola di Lampedusa, dove nella giornata del primo dicembre i cadaveri di cinque migranti sono stati rinvenuti dagli uomini della Guardia costiera. I corpi risulterebbero quelli dei dispersi nel naufragio avvenuto lo scorso 23 novembre a circa un miglio dalle coste dell’isola dei Conigli e nel quale vennero tratte in salvo complessivamente 149 persone. Come comunicato dalle autorità, con il ritrovamento di questa domenica il numero di vittime del naufragio sale 18 migranti.

Cadaveri di migranti riemersi a Lampedusa

A commentare il recupero dei cadaveri dei migranti è il sindaco di Lampedusa Totò Martello, che con triste rassegnazione si trova a dover adempiere a un dovere che nessuno vuole assumersi o soltanto vedere: “Non ci resta che ascoltare il silenzio dei morti. Siamo da soli a raccoglierli in mare, a piangerli ed a seppellirli. Siamo circondati da silenzio e indifferenza”.

Al momento i cadaveri recuperati dal fondo del mare sono 18, ma è probabile che ve ne siano ancora una decina intrappolati nel relitto del barcone, inabissatosi a 40 metri di profondità. Nella giornata del 30 novembre furono otto i corpi rinvenuti in acqua, che si aggiunsero ai cinque trovati nelle ore immediatamente successive al naufragio.

Evacuazione sulla Alan Kurdi

Nella stessa giornata, la nave Alan Kurdi si è vista costretta ad attuare una procedura di evacuazione nei confronti di otto migranti in cattive condizioni di salute. I migranti sono stati recuperati da una motovedetta della Guardia costiera e trasportati pressi il poliambulatorio di Lampedusa. La Alan Kurdi si trova al momento a circa 80 miglia dalle coste italiane.