Cade il gelo nel quartier generale di Macron

Danilo Ceccarelli

Quando sullo schermo compaiono i primi exit poll, la sala del centro congressi della Mutualité di Parigi dove si svolge la serata elettorale de La République en marche cade per qualche secondo nel silenzio più totale.

La lista del Rassemblement National di Marine Le Pen guidata da Jordan Bardella è in testa con il 23,3% dei voti, davanti a quella de La République en marche condotta da Nathalie Loiseau, al 22,1%. Exploit del partito ambientalista Europa Ecologia-I verdi (Eelv), terzi al 13,1 per cento, mentre i Repubblicani crollano all’8,4 per cento.  Restano dietro La France Insoumise e il Partito socialista, entrambi al 6,6 per cento.

 Un risultato ampiamente previsto dai sondaggi dell’ultima settimana, ma che rappresenta comunque una doccia fredda per il partito di maggioranza francese. Dopo un primo momento di esitazione, i presenti in sala cercano di riprendersi.

Nell’attesa di sentire il suo discorso, qualcuno comincia a scandire il nome di Loiseau sventolando le bandierine europee prese all’entrata, mentre altri abbozzano un sorriso nel tentativo di minimizzare la notizia. In effetti, con questi risultati l’estrema destra francese dovrebbe riuscire a occupare tra i 22 e i 24 seggi nell’emiciclo di Strasburgo, contro i 21-23 del partito di maggioranza.  

 “Non credo sia una grossa sconfitta”, dice Paul, militante sulla quarantina, che cerca di nascondere l’amarezza. “Non siamo cosi lontani dai nostri avversari, e poi bisogna prendere in considerazione il contesto che ha accompagnato queste elezioni – continua – i partiti di opposizioni di destra e di sinistra hanno preferito favorire Marine Le Pen pur di ostacolarci”.

Intanto, la leader del Rassemblement National prende la parola dal suo quartier generale nel 15esimo arrondissement e parte all’attacco degli avversari chiedendo lo “scioglimento dell’Assemblea nazionale” e la modifica del sistema elettorale in senso proporzionale. Le Pen promette un “supergruppo”...

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