Cade il veto M5s sui Benetton dentro Alitalia

Giuseppe Colombo

Quando è sera, qualche minuto dopo le 20, Luigi Di Maio entra a palazzo Chigi per il doppio vertice di governo su Autonomie e Autostrade. Porta con sé la rabbia e lo sfogo contro “il partito del cemento” che ha costretto il Movimento 5 stelle a prendere atto di un doppio sì che invece doveva essere un doppio no, quello delle Olimpiadi e dell’avvio dei bandi per i lavori del tratto italiano della Tav. Tutto in 24 ore. Porta al tavolo del Governo la proposta di revoca della concessione per Autostrade per l’Italia.

Quando esce, a mezzanotte inoltrata, ha lasciato sul tavolo un’altra concessione, un altro tabù infranto in nome di quella ragion di governo che costringe i grillini ad allargare le maglie nei confronti della Lega. La diga è sempre più fragile. I Benetton ora possono entrare nella cordata di salvataggio di Alitalia. Quei Benetton messi sul banco degli imputati all’indomani del crollo del ponte Morandi e ancora oggi che si dà il via alla ricostruzione del viadotto sul Polcevera - “chi ha sbagliato, pagherà” tuona in un altro post su Facebook - potrebbero tornare a braccetto con lo Stato nell’operazione Alitalia.

Quello che fino a pochi giorni fa era uno scenario inimmaginabile, diventa ora una possibilità concreta. La crepa si è aperta e si è aperta per la già citata ragion di governo, ma anche perché una parte del Movimento crede che solo Atlantia, la holding dei Benetton, può soccorrere la compagnia aerea.

 

 

La vicenda Autostrade-Alitalia è emblematica delle difficoltà che sta attraversando il Movimento. La volontà di tenere fede alla promessa fatta quasi un anno fa è rafforzata da un nuovo annuncio fatto trapelare da fonti del partito pochi minuti prima dell’inizio del vertice. Sul tavolo di palazzo Chigi Di Maio porta la revoca della concessione. D’altronde il 5 luglio scadono i due mesi di tempo che il ministero dei Trasporti si era preso dopo le controdeduzioni di Autostrade e qualcosa, a quasi un anno dal...

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